Usato come esca e poi scartato, la storia di Aniken.

Era solo un bersaglio per loro

Home > Animali > Usato come esca e poi scartato, la storia di Aniken.

La protagonista di questa storia è una donna di nome LaChrystal Ricke, fondatrice della Reggie’s Friends, un gruppo di soccorso per animali bisognosi. Un giorno, si è imbattuta nella foto di un povero cane in orribili condizioni, che dormiva su una vecchia e sporca poltrona. Senza pensarci due volte, decise di informarsi su dove si trovasse di reciso e di andare a prenderlo.

“Era fuori, in una zona poco bella della città”, ha raccontato. “Era magro, sporco e depresso. Quando ho raggiunto il posto in cui si trovava, era calato il sole e mi sono resa conto di essere in una zona abbastanza pericolosa, ma avevo deciso, non sarei andata via di lì, senza il cane! Il problema era che di lui non c’era traccia! L’ho cercato per tutta la notte ed ho scritto un post su Facebook, chiedendo aiuto a chiunque si trovasse nella zona. Il mattino seguente, due volontari sono venuti in mio soccorso. Abbiamo iniziato a bussare porta per porta, chiedendo alla gente se lo avessero visto. Nessuno aveva presente quel cane. All’improvviso è saltata fuori una cagnolina, randagia ma abbastanza in salute. Cercava di attirare la nostra attenzione, così abbiamo deciso di seguirla. Ci ha portato in un una piccola baracca, dietro la quale le persone scaricavano la propria immondizia. Alla fine ho visto quella poltrona e quel cane che ci dormiva sopra. Li abbiamo portati via tutti e due, sia lui che la femmina, che abbiamo chiamato Tessa. Quando sono giunta alla clinica veterinaria, tutti pensavano che si trattasse solo di un “cane randagio malnutrito”, ma la verità era molto peggio.

Era pieno di infezioni e completamente infestato dalle zecche. Queste si erano nutrite di lui a pieno regime, compromettendo i suoi organi.

Non c’erano dubbi Aniken, il nome scelto per lui, era stato usato come cane esca. Come cane per la pratica del bersaglio.

Qualcuno gli aveva strappato via i denti, per impedirgli di reagire. Aveva ferite cucite a mano, gravemente infette. Il viso pieno di cicatrici. Lo avevano torturato e poi scartato. Per diversi mesi è stato ricoverato in clinica, con quell’elefantino di peluche che gli teneva compagnia. Una cosa era certa però, i giorni usati come cane da esca erano finiti. I giorni che venivano abusati, scaricati e mai amati erano finiti”.

Alla fine, i suoi soccorritori sono riusciti a trovargli una famiglia. Oggi Aniken è felice e anche se probabilmente ancora non dimentica il suo passato, ha una soffice e pulita poltrona, su cui dormire.