Watson e Jasmine

Il caldo addio a Watson

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Ci sono mali e dolori incurabili, dove la medicina non può arrivare e dove la cattiveria spadroneggia. Watson, nome che non ha mai conosciuto veramente, è il cane che vedete in foto nell’auto di un ragazzo che l’ha trovato tra i bidoni di un ristornate. Bava alla bocca, ossa sporgenti, testa china

e le forze a zero. Watson viene portato in un rifugio e la volontaria di turno quando lo vede ne resta sconvolta. Il cane non ce la faceva, ne a mangiare ne a bere. Il medico è stato chiamato ma una volta che ha visto il povero pitt non ha avuto nulla da aggiungere a ciò che si vedeva. Lo avevano finito in tutti i modi in cui un cane può essere usato, sfruttato e utilizzato. Aveva morsi e cicatrici, aveva segni di catena e un qualcosa di devastante, un male incurabile talmente avanzato che lo aveva letteralmente mangiato. Watson quella notte lasciò il mondo degli umani, lo fece nel modo più bello, ma a lui sconosciuto. Venne cullato dalla volontaria, venne accarezzato, baciato e stretto al cuore, quel cuore che non aveva mai conosciuto.

Watson non si sarà reso conto forse, ma Jasmine dice che il suo ultimo sguardo è stato per lei, ha cercato i suoi occhi, poi dolcemente si è abbandonato su quella donna che avrebbe fatto di tutto pur di fargli sentire il suo amore. Non ci saranno rivincite, non ci sarà un lieto fine questa volta. E’ l’ennesima sconfitta della bestia chiamata uomo, se il mondo fosse fatto di animali a quattro zampe sarebbe un mondo, sicuramente migliore. Le lacrime di Jasmine sono le lacrime di tutti quei volontari che ogni giorno dedicano tempo

fatica e risorse a queste anime pure, ricordatevi la parola…volontari. Watson ciao, siamo arrivati tardi, come spesso ci accade. A Jasmine un caldo abbraccio, forte come quello che hai regalato a Watson   Le lacrime e il calore, che non aveva mai avuto

Gli occhi avevano già lasciato questo mondo

Vola lontano da noi