Ziva, una storia di speranza

Ma da una cosa del genere cosa puoi aspettarti? Quando la puzza, le pustole, il collo, la schiena, quando conti tutte le ossa, allora ti chiedi se forse è giusto mettere fine a quella sofferenza, forse non ha una prospettiva di vita, non ha decenza e dignità forse..Lo prendi in braccio e piange, piange per il dolore che le tue mani gli



causano sulla pelle sensibilizzata da morsi di pulci e zecche e altro. Vi chiedo solo di aspettare a guardare l’ultima foto, perchè il miracolo possa avvenire dovete prima leggere. Ziva viene salvata, cioè, trovata, da una squadra di poliziotti, dovevano fare un sopralluogo in un luogo abbandonato. La cucciola era attaccata a catena, era rognosa, puzzolente per le piaghe infette, sotto al collo aveva un groviglio di zecche che sembravano un sasso. Uno degli agenti presenti, rompe la catena a prende e corre in clinica, chiedendo di addormentarla per sempre perché sta soffrendo. Ma la piccolina alza la testa, lecca la mano bagnata dell’uomo, il veterinario spiega che si può tentare, che loro daranno una mano con le cure. Quello che state per vedere, vi giuro, è lo stesso cane, due mesi dopo, solo sessanta giorni di medicine, cibo e amore hanno riportato Ziva a questo mondo con le sembianze di un vero cane. Certo che poi da sola che poteva fare, in un canile doveva finire? E’ no, quel poliziotto che ruppe la catena non si è mai dimenticati di lei, così, quando la trasformazione fu completa, si presentò con un collarino con la medaglietta, era inciso questo “Mi chiamo Ziva, se mi perdo chiama il mio papà poliziotto al ….”

Questa storia ha una morale, c’è un perché noi la raccontiamo

non pensate mai che aiutare un cane sia tempo perso

se lo vedete spellato, rognoso, piagato e scheletrico, non gettate la spugna

Guardate Ziva che meraviglia