francesco morto

Santa Severa, le urla disperate della baby sitter quando non trovava il piccolo Francesco Mangani

Le urla disperate della baby sitter quando non riusciva più a trovare il piccolo Francesco Mangani e le nuove indagini

Proseguono senza sosta le indagini per la morte straziante ed improvvisa del piccolo Francesco Mangani. Il bimbo di appena 2 anni e mezzo è morto annegato in mare, mentre era con la sorella più grande e la baby sitter. Quest’ultima ora è iscritta nel registro degli indagati.

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L’amica di famiglia badava ai due bambini da diverso tempo. Vista la fiducia che i genitori avevano in lei, sono andati in spiaggia allo stabilimento Oasi Nuova, a Santa Severa, a Roma nord.

Il piccolo si è allontanato e la donna lo ha perso di vista. In pochi istanti Francesco è entrato in acqua e ne ha bevuta troppa. Il primo a notare il bimbo in acqua, è stato proprio il gestore del lido.

Infatti si è subito tuffato in mare e lo ha tirato fuori. Tuttavia, sin da subito si sono resi conto che le sue condizioni erano disperate. Nonostante l’arrivo del’elisoccorso ed il trasporto in ospedale, per lui non c’è stato più nulla da fare.

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La salma è ora nell’obitorio a disposizione dell’autorità giudiziaria. A breve verrà sottoposta ad autopsia, proprio per capire l’esatta causa che ha portato al decesso.

Vista la dinamica dei fatti, molto probabilmente insieme alla baby sitter, gli inquirenti sottoporranno al vaglio anche la posizione del bagnino. Un uomo che ha assistito alla scena, in un’intervista con Fanpage.it, ha raccontato tutto ciò che è successo in quei minuti.

Le urla della baby sitter quando non trovava Francesco Mangani

Lo stabilimento non era molto affollato, era martedì. L’acqua era completamente torbida, non si vedeva nulla.

Abbiamo sentito delle urla all’improvviso, era la baby sitter che gridava: ‘Dove sta Francesco?’ Tutti ci siamo messi a cercarlo guardando ovunque. Il bambino era sott’acqua ad un metro e mezzo, due metri di profondità.

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Il proprietario dello stabilimento lo ha soccorso, lo ha afferrato, tirato fuori dall’acqua e ha cercato di rianimarlo, praticandogli il messaggio cardiocircolatorio, purtroppo invanamente.