Apnee notturne, i danni per la salute

Ecco tutto quello che c'è da sapere.

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La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSA) è una malattia purtroppo molto comune e anche molto diffusa. Nella maggior parte dei casi si tratta di una patologia che viene sottovalutata, che colpisce moltissime persone. Non sono moltissimi i pazienti che seguono un trattamento ed è un dato davvero allarmante. La patologia colpisce soprattutto gli uomini con età compresa tra i 40 e i 70 anni. In Italia potrebbero essere 6 milioni di uomini in età lavorativa. Le apnee notturne possono provocare danni alla qualità del sonno, che si rispecchiano poi nella vita di tutti i giorni.

La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSA) si manifesta con russamento e apnee durante il sonno, che provocano una riduzione dei valori di ossigeno nel sangue che possono anche causare problemi cardio-respiratori non indifferenti. Inoltre il sonno risulta disturbato e le persone che ne soffrono mostrano sintomi come sonnolenza, stanchezza, mancanza di energie, calo del livello di attenzione.

Inoltre la sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSA) è spesso associata a diverse patologie croniche, come l’obesità, la sindrome metabolica, il diabete, ma anche infarto, ictus e insufficienza respiratoria. Queste oggi sono la principale causa di morte. Se le apnee del sonno venissero trattate a dovere, si risparmiarebbe molto, anche in termini di morti.

Un recente studio italiano svela chi è a maggior rischio in Italia. Sappiamo ad esempio che ne soffre 55% degli autotrasportatori italiani, che soffrono quindi di un rischio 7 volte superiore di non riuscire a lavorare bene, anche a causa dell’eccessiva sonnolenza. E nel caso di questa categoria, i dati ci informano che la sindrome potrebbe aumentare il rischio di incappare in incidenti.

Un costo per la salute delle persone che ne soffrono, ma anche per la società. Si stima che se in Italia i 5-6 milioni di potenziali pazienti che ne soffrono venissero trattati, ci sarebbe un risparmio annuo di più di 15 miliardi di euro.

Cifre che dovrebbero far riflettere!