I capelli bianchi non sono sintomo di vecchiaia o malattia

Dovremmo mettercelo in testa!

Quando cominciano a comparire i primi capelli bianchi, soprattutto noi donne cominciamo a essere tristi e depresse, perché pensiamo di essere invecchiate o magari che quel colore sia il sintomo di una certa malattia. Abbiamo tutte paura dei capelli bianchi: al primo povero capello che si tinge di questa tinta piangiamo addosso anche per giorni. Se lo fate, tranquille, siamo tutte sulla stessa barca. Ed ecco che cominciamo a fare tinte su tinte sperando che non si noti, che nessuno veda che abbiamo i capelli bianchi.


Marcello Monti, responsabile di Dermatologia in Humanitas e docente di Dermatologia all’Università di Milano, spiega: “Quando spuntano i primi capelli bianchi non bisogna preoccuparsi, perché ciò non vuol dire che si sia meno sani di chi sfoggia una capigliatura ancora corvina. Non vuol dire, insomma, che si sta invecchiando più velocemente o, peggio, che si rischia di morire prima degli altri.

Chi si ritrova con più capelli bianchi a 25 anni non è meno sano, possiede soltanto un “programma genetico” nel suo Dna, trasmessogli dai genitori, a causa del quale il bulbo pilifero riceve una sorta di comando per non produrre più melanina“.

I capelli bianchi, dunque, non sono l’esempio più eclatante del fatto che stiamo crescendo. Anche quando avviene in età precoce, sappiate che si tratta solo di genetica e si può facilmente porre rimedio con colorazioni permanenti o semi permanenti.

C’è chi ha i capelli neri fino a 70 anni e chi già a 20 anni mostra un incanutimento precoce. La spiegazione è certamente genetica, perché ci sono intere famiglie i cui componenti vedono cambiare colore alla capigliatura tutti alla stessa età. Anche se non dobbiamo sottovalutare il ruolo dello stress“.

Recentemente, poi, i capelli bianchi sono tornati di moda. E allora basta farne un dramma!