10 segni inequivocabili che dicono che sei pronto a uscire di casa

 

L’Italia è la patria dei mammoni.
E’ ormai un must diffuso quasi quanto pizza-mafia-mandolino.
I quarantenni ancora si definiscono “ragazzi” e non è detto che siano usciti di casa.
E, dopotutto, come dare loro torto?

Io, a 26 anni, ho preso armi e bagagli eho abbandonato il tetto domestico: non che sia la più brava, in verità mi ero scelta la fede all’anulare e veniva difficile pensare di poterla vivere seriamente dormendo ancora nel lettino della mia cameretta!
Tuttavia, se dovessi pensarci oggi, forse tergiverserei qualcosina: è stato traumatizzante passare da figlia a moglie, da 0 a 100, nel giro dei 10 giorni della luna di miele!

...chi me l'ha fatto fare di voler fare tutto?
Chi me l’ha fatto fare di voler fare tutto?

Ma non è di questo che volevo parlare, ritorniamo a monte, ritorniamo allo spiccare il volo lasciando il nido: perché sti benedetti personaggini rimangono a casa?

– perché la vita costa troppo
– perché il lavoro, e di conseguenza lo stipendio, non sono una garanzia
– perché si aspetta la persona giusta con la quale condividere questo passo

TUTTE BALLE!

La vera verità è che stare a casina con mamma che lava, stira, cucina, sbriga e fa tutto per noi è molto comodo e molto suadente… e chi ce lo fa fare di trovarci una casa nostra e di lavarci la roba della palestra, piuttosto che sbatterla in un angolo del bagno, zuppa e maleodorante?

 

Eppure, sappiatelo, esiste nella nostra immatura e strafottente società, un piccolo gruppetto di individui, che, a dispetto di tutto e tutti, nutre la segreta volontà di andare a vivere da solo…

Credete di far parte di questa ristretta cricca elitaria?

Leggete i seguenti 10 segnali, se ne totalizzate più di 7 siete pronti per la grande impresa!

1- NON VUOI PIU’ RENDERE CONTO A NESSUNO

rientrare all'alba e non dover togliere le scarpe per non essere beccate... che goduria!
Rientrare all’alba e non dover togliere le scarpe per non essere beccate… che goduria!

Hai ormai trent’anni, vedi mai che devi ancora giustificare il rientro alle 4,00 del mattino?

2- PREFERISCI ZARA HOME A ZARA DONNA

Ormai guardi con più interesse le cornici e i copriletti, che le camicette e i sandali…

3- VUOI MANGIARE SCHIFEZZE SUL DIVANO

junk food e telecomando... that's life!
Junk food e telecomando… that’s life!

Poi ti accorgerai delle briciole e aggiungerai un piattino, o una tovaglietta, ma la libertà del junk food poco salubre sarà una conquista!

4- SEI STUFA DI FARE L’AMORE IN AUTO

Ormai hai una certa, è anche l’ora di abbandonare il sedile per il letto!

5- SOGNI DI ORGANIZZARE TEA DELLE 17 CON LE AMICHE

imbandisco la tavola meglio della regina Elisabetta
Imbandisco la tavola meglio della regina Elisabetta

E preparare loro tartine e scones con la marmellata, manco foste in un romanzo di Jane Austen!

6- SOGNARE DI METTERE I LIBRI IN CUCINA

Perché, a un certo punto, la vedi, dentro la testa, quella casetta perfetta che ti somiglia e che non è più quella dove vivi… e la vuoi!

7- VUOI PASSARE TUTTO IL WEEKEND SUL DIVANO

io fino a lunedì di qui non mi schiodo...
Io fino a lunedì di qui non mi schiodo…

Senza che tua madre ti richiami all’ordine perché non si può non fare nulla, o che tuo padre ti rimproveri perché vai a tavola col pigiama..

8- IL PREDOMINIO DEL TELECOMANDO

Immaginatevi una vita senza che vostro padre/madre/sorella/fratello vi prenda in giro perché volete vedere “Uomini e Donne” e mettono sempre sulla partita o sull’ennesimo programma di cucina… il paradiso!

9- BASTA LITIGI

...ma perché mi tratta ancora come una bambina?!
Ma perché mi tratta ancora come una bambina?!

Siete arrivati a un punto che, qualsiasi cosa dicano i vostri genitori, scoppia la terza guerra mondiale…

10- VOLETE DARE UNA SVOLTA ALLA VOSTRA VITA

A casa state bene, senza se e senza ma, però è proprio arrivato il momento di vivere una nuova avventura e questo non vuol dire che abbandonate la famiglia, o che non avete più bisogno di loro, semplicemente è davvero arrivato il momento di parlarsi da grandi davvero!

 

di Alice Nember