15 drammi organizzativi per un compleanno tragicamente imperfetto

Figura di merda non mi lasciar....

 

Ogni anno da otto anni il mese di febbraio prende sempre una piega strana, innaturale ed emotivamente discutibile.
Ogni anno da otto anni la mia me stessa, precisa e volenterosa di fare le cose con garbo e giudizio, si addormenta per far spazio a un P.R. pazza e sotto botta di morfina. Ella è chiaramente instabile, ma anche molto potente e riesce – non si sa come – a scavalcare ogni pregiudizio e a imporsi per organizzare a suo modo la festa di compleanno di mia figlia.

Chiariamo le cose; ovviamente sono io, ma una io che non esiste, che non c’è, però anche sì.
Una me che il primo febbraio emerge dalle ceneri del compleanno precedente e urla “arieccomi. Boni, ci penso io”.
Una me che mangia me e si appropria della mia vita, facendo caracollare ogni mio lavoro social diplomatico precedente.
Lei è un caterpillar con il mondo e un dannatissimo agnellino con mia figlia.
Lei ogni anno da otto anni mi rovina vita, amicizie e portafoglio, solo per ottenere una cosa: un tragicomica festa per Margherita.

Che poi succede sempre così: la mattina dopo il mega_zingaro_party mi sveglio, penso “mai più nella vita”, mi inietto questo concetto per undici mesi nella testa con la speranza di riuscire a organizzare una semplice merenda con quattro bimbe l’anno dopo e poi il nulla. Si ricomincia da capo. Ritorna il primo febbraio, la frenesia della mia metà pazza e un compleanno da Animal House.

compleanno 2
Illustrazione By Bezt

Dramma numero uno
La scelta del tema ovvero diventare la schifo copia di Chiara Ferragni

Si perché qui se ne parla già ad agosto. E se ne riparla poi verso la metà di ottobre e poi subito dopo Natale. Si sceglie il tema e poi uno si intrippa con cosa si può abbinare a cosa; vai su internet sfoderi la carta di credito e compri ogni cosa possa ricordare quel tema. Dici “no questo no, dai” e un secondo dopo è già a casa tua. Vuoi pensare a tutto, pensi a tutto e il compleanno non sembra più quello di tuo figlio, ma del principe d’Egitto. E più ti esalti, più diventi povera e poi dici “per mio figlio questo e altro”, peccato che di tuo figlio in quel momento non te ne frega nulla, vuoi solo il coordinato di tutto!!!!!
Quest’anno poi il tema non era per nulla sulla bocca di tutti, no no, era semplicemente STAR WARS! (che però a 32 anni, ma quando mi ricapita di avere una scusa così perfetta per comprare la teglia per torte di Darth Vader…!)

Dramma numero due
La scelta degli invitati ovvero diventare la schifo copia Paris Hilton

La tua vita fino a 20 giorni prima del compleanno di tua figlia è di solito semplice e tranquilla. Fino alla LISTA. Improvvisamente TUTTI ti sembrano familiari e indispensabili.
Ho fatto più figure di merda io con le liste degli invitati che Berlusconi con le sue barzellette diplomatiche. Non ci arrivo proprio a capire che è una catena; LA LISTA è così, se inviti “uno” devi invitare “due” e non puoi saltare direttamente al “tre”, altrimenti sei una perfetta stronza e non una che non ci pensa oddio mio vi prego scusate; no.
La mia vita è semplice, LA LISTA, è lei la fottuta bastarda.

Dramma numero tre
La scelta della musica ovvero diventare la schifo copia David Guetta

-“Mina, Zecchino d’oro per i balli?”
– “Ma tu sei pazza! Io voglio Justin Bieber” (adolescenza di centri sociali ufficialmente buttata al cesso).

Dramma numero quattro
La scelta dei giochi ovvero diventare la schifo copia di  Arturo Brachetti

Perché i giochi, mannaggia a me, devono essere affini al tema e allora boooom, vai con altre trenta euro da Tiger di cacchiate. Tipo l’anno scorso i pirati e giù con i tatuaggi, quest’anno manco ve lo dico che abbiamo creato. Giochi che poi vengono fatti dalla sottoscritta da otto anni davanti a tutti i genitori dei ragazzini. Io di solito sono paonazza, senza voce, credo anche di puzzare, in tuta perché non ho fatto in tempo a cambiarmi, struccata che urlo. Per carità, i ragazzini si divertono pure, è la mia autostima che scricchiola ferocemente davanti a quei papà a mani incrociate.

Dramma numero cinque
Party Planner ovvero diventare la schifo copia di Enzo Miccio

Mannaggia a me che faccio festoni, tovaglie, bicchieri, addobbi e pure a mano perché dico “Oh, lo sforzo qualcuno lo vedrà, dico, fatta eccezione di mia madre che poraccia è ogni anno spettatrice dei miei piani estetici, qualcuno vedrà l’originalità dell’allestimento, del fatto che tutto è diverso dalle altre feste, che ho preso un po’ di tradizione italiana e un po’ di innovazione americana, oppure tutti noncuranti mangeranno a sbafo i chili di pop corn che ho comprato?!”
[TUTTI NONCURANTI MANGERANNO SOLO I CHILI DI POP CORN CHE HO COMPRATO.]

Dramma numero sei
Le amiche della mamma (che sarei io)

Ormai è matematico. Per alcune delle mie amiche (mamme) è più facile venire alla festa di mia figlia anziché alla mia. Ora la cosa all’inizio mi faceva pesantemente rodere il chiccherone, ora mi mette gioia. Tutto merito allo yoga. Almeno loro, con il bicchiere di vino in mano alle cinque del pomeriggio, mi ricordano la mia età. Peccato che la stessa scena non sia proprio ugualmente gratificante per le altre. Mamme. Che mi guardano. E poi – mannaggia – chiedono acqua frizzante, CHE IO NON HO!

Dramma numero sette
Le amiche della figlia (che sarebbe Mina)

Ne ha di ogni dove. Scuola, piscina, palestra, musica, orchestra. Mo’ pure l’amica della cugina della zia di mi nonna è la tua migliore amica?!!?!?!!? E va bene…

compleanno
Illustrazione By Bezt

Dramma numero otto
I fidanzati reali e presunti della mamma e della figlia

Qui il primo passo per il manicomio. Si perché quando tu imponi una festa tutta al femminile (per Lei) e tua figlia piangente ti urla “perché tu al tuo compleanno non inviti Lui?!?!!? E allora perché io non posso invitare Egli?!?!!?!!?”
Ma tu che fai? Mori dentro e lo aggiungi, peccato che questo inneschi una concatenazione di merda per la quale invitando Egli, devi per forza sottometterti alla sua schiera di maschi succubi del sistema infantile elementare e invitare anche perfetti sconosciuti e magari dover omettere amici sinceri del sesso opposto. Praticamente faccio della questione di genere uno schifoso purè vegano.
Per non parlare di Lui (il mio, quello vero, perché l’altro, diciamocelo, fra due settimane è già bello che scordato), il quale viene e non solo viene, ma accoglie, sorride, saluta e poi pulisce e aiuta questa poveretta a portare a termine la giornata più lunga dell’anno. Direi un marito perfetto, ma tolgo tranquillamente il sostantivo “marito” lasciando solo “perfetto”.

Dramma numero nove
I regali

Scarta la carta. Chi inventò tale ruggito infantile, lo voglio morto domani, grazie.

Dramma numero dieci
La spesa

Già detto in passato. Compro sempre più birre che succhi di frutta. E più crostate che patatine. Deve essere un misto di infanzia e adolescenza mischiate ancora in circolo dentro di me….

Dramma numero undici
Quaranta persone in sessanta metri quadri (bagno compreso)

Il non calcolare che per ogni bambino invitato ci sia un genitore al seguito. Deve cominciare a essermi più chiaro, cazzo.

Dramma numero dodici
Famiglie allargate

Finire un gioco in salone con 12 ragazzini (vedi sopra) e prendersi due minuti di tempo e cercare un pertugio in terrazzo e vedere mio padre che cerca di barattare insieme al mio ex suocero le marmellate della nonna della nuova fidanzata del padre di mia figlia con mia madre che mangia pizza accanto al mio fidanzato che ride con mia zia.
Un funghetto allucinogeno, sarebbe stato meglio.

Dramma numero tredici
Cordiali saluti

Non saluto mai nessuno. Perché sono cafona? No. Perché sto pulendo? No. Perché raccolgo la carta dei regali per inserirla meglio all’interno del pertugio della mia cucina H-tech differenziata? No…
Semplicemente perché dopo tre ore di party e ansia che nessun bambino non sia morto, mi sparo una birra e non ricordo più nulla.
Non sono ubriaca, semplicemente il mio cervello batte il cinque con qualche luppolo e va a nanna e questo crea non pochi problemi.

Dramma numero quattordici
Pigiama party

– Mamma facciamo una festa?
– SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!
– Mamma poi qualcuno può rimanere a dormire ?
– SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!
–  Grazie, ma chi?
–  TUUUUUTTTTTTTTTTTTTTTTTTIIIIIIII!!!!!!!!!!

Tutto questo succede sempre ad agosto.

Dramma numero quindici
Sera leoni, mattina….

E poi ti svegli il giorno dopo. Con sei, sette bambini dormienti a casa in sacchi a pelo dai colori improponibili e neanche riesci ad associare il figlio a quale genitore. Sai che ti dovrai scusare di qui a poco con qualche mamma di figlio che non è stato invitato. Che vergogna. Che palle…  La festa è durata troppo, i bimbi sono cotti, ma eccitati, mangiano e bevono le rimanenze del pomeriggio prima. Tu sei col trucco calato, mal di testa e una seria di risposte a messaggi che la sera prima bella brilla hai inviato.

Tutti sono tipo “grazie a te”/”bella festa a presto”/”fammi sapere per la taglia se va bene (MA LA TAGLIA DI COSA; DI CHE!?!?!?!!?)

Barcolli. Qualcuno ha pulito. Tu se fossi andata al gay pride sul primo carro saresti stata meno indecente.

Tua figlia, dopo il culo che ti sei fatta, chiede solo biscotti. Tanto sai che ti ringrazierà fra tre giorni. Lo fa ogni anno.

Lo fa.

L’ha fatto.

Ora.

Mentre scrivevo.

Il bacio è arrivato e con lui il “Comunque è stata una festa fantastica.”

Perfetto.

Meglio tardi che mai.

Ci vediamo fra 11 mesi e mezzo.