5 buone azioni per farci sentire più buoni

Con la scusa del fioretto quaresimale...

 

Ho comprato i “Tena Ladies” al posto degli assorbenti normali.
Sono sostanzialmente la stessa cosa, ma sono più “cicciosi”…
Ho pensato di farmi la pipì addosso e vedere se trattengono davvero, vi terrò informati.

...giornate che lasciano il segno, e molti dubbi..
Giornate che lasciano il segno e molti dubbi…

Ho una capigliatura imbarazzante, con la frangia all’indietro, trattenuta da una mollettina impropria.
Tutta colpa di questa notte, che chissà come cazzarola ho dormito, stamattina sembravo uno spaventapasseri e non pensate a un fuoco passionale che ha attanagliato me e il mio signor marito, i rivoltoni nel letto li faccio solo per l’insonnia!

Ho sentito due volte in una stessa giornata la canzone “Heroes” di David Bowie.
La prima volta in “Noi siamo infinito“, la seconda in una puntata vecchia di “Criminal Minds”.
La cosa mi ha fatta pensare…

Ho scaricato la canzone e mi piace, parlerà di me? Può darsi…

Ma smettiamola di parlare di me e concentriamoci sull’argomento odierno.

E’ iniziata la Quaresima e la gente si è messa sotto: niente dolci, niente alcolici, niente spese superflue… più sana e spirituale sì, ma altresì più acida: il gioco non vale la candela!

mangiare o non mangiare... questo è il problema!
Mangiare o non mangiare: questo è il problema!

Che poi non capisco bene se è un intento cristiano o uno dietetico, quello del fioretto… che se la rinuncia dev’essere l’affacciarsi della rimessa in forma, allora chiamatela DIETA, che è il suo nome, senza trincerarvi dietro la nobiltà del FIORETTO!

Ho avuto un’idea: prendendo spunto dal periodo di 40 giorni, credo sia arrivato il momento di darci al sacrificio…

No, non voglio farvi diventare adepte con il cilicio, vorrei solo mettere in luce la positività che possono avere 40 giorni di impegno per mantenere un patto, una promessa, fatta con nessun altro se non noi stessi…

Siamo sempre pronti a calare le brache di fronte alla difficoltà, ad aggirare l’impegno, a trovare la via più breve e comoda per non fare/non dire/non coinvolgerci… e se per 40 giorni il trend si dovesse invertire?

5- FATE UNA PICCOLA BUONA AZIONE AL GIORNO

Sarò bravissima, parola di lupetto!

Che sia il lasciare un caffè pagato per qualcuno che ne ha bisogno al bar o dare un passaggio alla vicina ottuagenaria, per 40 giorni consecutivi, weekend inclusi, dedicate un istante delle vostre impegnatissime vite agli altri: il karma vi ricompenserà e se non dovesse farlo, pazienza, fare del bene gratuito a volte è meglio.

4- BANDITE LO SHOPPING

Niente più spese inutili; sì, proprio adesso che nei negozi arrivano le collezioni primavera-estate e tu avresti tanta voglia di qualcosa di nuovo, rinuncia. Aspetta, guarda le vetrine senza comprare nulla e medita su ciò che ti starebbe meglio, magari ripulendo l’armadio da tutto l’inutile accumulato…

3- EVITATE IL TURPILOQUIO

...per le sottane della nonna Clorinda!
Per le sottane della nonna Clorinda!

Riesumate dal cassetto della trisavola espressioni come “acciderbolina” o “perdindirindina“, fate in modo che la vacca non sia mai porca e ripulitevi la bocca per 40 giorni. Dicono le parolacce siano un’abitudine, avete più di un mese per perderla! Pena, per ogni parolaccia detta, un giorno in più di linguaggio principesco.

2- TELEFONATE ALLA NONNA

O alla mamma, se è lontana, o alla zia settantenne… Prendetevi un po’ di tempo per chiacchierare con loro, per dare loro un po’ di attenzione, non liquidandole in quattro e quattr’otto, magari malamente. Il top sarebbe avere il tempo per un caffè in loro compagnia: frequenza? Direi una volta a settimana per la durata dei 40 giorni… non è decisamente chiedere troppo, suvvia!

1- SPEGNETE LO SMARTPHONE

...i momenti migliori, minati da quello stupido iphone!
I momenti migliori, minati da quello stupido iPhone!

Difficilissimo questo: scegliete due ore al giorno, i momenti in cui lo usate di più, e disconnetetevi da internet, facendo sì che il cellulare sia usato SOLO per telefonate, al massimo messaggi, non per altro, ma riacquistare la possibilità di decidere, senza la dipendenza che ormai ci ha inglobati.