A pranzo alla scuola di circo? A Lisbona si fa

È domenica mattina e stiamo passeggiando per le stradine dell’Alfama, il più antico quartiere di Lisbona. Dopo aver incontrato un gatto che segue docile la sua padrona, un paio di vecchie signore con il grembiule e le ciabatte, un’ubriaca che non ha ancora ben smaltito i bagordi della notte prima, ci imbattiamo in un anziano signore che in pigiama azzurrino, scarpe ai piedi e aria disinvolta entra nella panetteria dove un attimo prima ci siamo fermati per una seconda colazione a base di pastèis de nata. Aria da paese e status da capitale, vecchio e nuovo, avenidas e stradine: nel su e giù di Lisbona il signore che in pigiama si avvia verso la panetteria sembra incongruo, ma non lo è.

Continuiamo a girovagare per le viuzze dell’Alfama con la cartina che qui è praticamente inutilizzabile dato il groviglio di minuscole salite, discese, strettoie, passaggi. Ai piedi scarpe comode, come ci è stato raccomandato da un amico che abita a Lisbona da tempo.
Siamo qui di domenica, ma avremmo voluto venirci di sabato, quando all’Alfama si tiene la Feria da Ladra, un noto mercatino all’aperto del bric-a-brac. Ci consoliamo, oltre che con i pastéis de nata, con una sosta ad ammirare il panorama al Miradouro de Santa Luzia, un belvedere con tanto di decorazioni in azulejos che tutte le guide vi suggeriranno. E non a torto.
Per continuare a consolarci dei potenziali mancati acquisti alla feria andiamo a pranzo da Chapitô, un posto speciale non lontano dall’Alfama, più esattamente ai piedi del Castello di São Jorge. Lo Chapitô è un posto difficile da definire per il suo essere molte cose: bar, ristorante, biblioteca, centro di formazione, scuola di circo. Sì avete letto bene: scuola di circo. Lo Chapitô nasce come progetto di formazione circense e teatro di strada per giovani disagiati, creato da Teresa Ricou, un’artista nota con il nome del personaggio che ha creato, il pagliaccio Tetè.
In questo palazzo dell’800, che ha ospitato in passato il carcere minorile di Lisbona, Teresa, insieme ai suoi collaboratori, si è occupata dell’ inserimento di giovani disagiati e usciti dai riformatori. La scuola di circo funziona ancora oggi ed è una delle molte anime dello Chapitô, che, nei quattro livelli dell’edificio, ospita anche un ristorante con due terrazze esterne e uno spazio interno.

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Noi siamo fortunati e troviamo un tavolo con vista nella terrazza inferiore. Da qui ci si affaccia su una cartolina di Lisbona: fiume in lontananza, tetti e soprattutto luce, la luce speciale della città.
Ordiniamo tapas (abbondanti!) e vino verde, apprezzando cibo, vista e gentilezza del personale. Di fronte al panorama ci ripromettiamo di tornare per un bicchiere al tramonto, per vedere i colori del cielo e del Tago quando scende la sera.

Questo arrivederci non è un addio.

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