Il Bidet è un'espressione geografica. Dell'anima.

Home > Il Bidet è un'espressione geografica. Dell'anima.

Oggetto sconosciuto a forma di chitarra”, così lo inventariarono i Savoia quando lo videro per la prima volta nella Reggia di Caserta nel 1860. Il bidet, dal francese “cavallino” (anche se in Francia è poco usato), per molti è e rimane un oggetto sconosciuto, posso confermare. Non lo dico per lasciare a intendere che nella mia vita ho incontrato anche putride pudenda, ma perché se viaggi un po’ ti rendi conto che il bidet è un’espressione geografica, per dirla alla Metternich. Nel mio primo viaggio a Londra, sono passati ormai quasi trent’anni, ricordo ancora con orrore di aver scoperto che il bagno non aveva bidet. Poi è toccata alla Germania dove in una casa ho trovato sì il bidet, ma senza rubinetti, lo si doveva riempire utilizzando la doccia. Forse un modo per scoraggiarne l’uso. Certo i nord europei sono sempre stati un po’ scettici al riguardo perché pensano subito al lato oscuro del bidet e cioè ai bordelli, dove in fondo già nel ‘700 erano diffusi e l’igiene intima era affare solo di donnine allegre. Farsi il bidet era una specie di sineddoche culturale: lavarsi una parte per mondare il tutto. E forse, pensandoci bene, tutte le esperienze che mi hanno portato a farlo diventare per me un oggetto imprescindibile, arrivano da qui, io che mi dico donna dai facili costumi, ma dai difficili pareo. Alzi la mano chi non ha nel suo bagaglio di ricordi qualcosa legato alla “sedia di pulizia”.
La prima volta che mi sono seduta guardando i rubinetti ho pensato a come avevo fatto a non pensarci prima. Ecco come si fa ad aggiustare l’acqua se è troppo calda senza dover smontare, soprattutto se non sei a casa tua e non ti senti di riempire la vasca. Fra l’altro, un consiglio che mi sento di dare a tutte in questo caso, per evitare “candide” sorprese, fatelo mettendo la mano a conchetta sotto l’acqua corrente. Giammai riempire la vasca. Poi arrivano i primi amori, scene indelebili che rimangono nella memoria, se avete avuto la fortuna di farlo anche a casa e non solo in auto: tu sul bidet e in contemporanea lui nel lavandino per la sacra abluzione post coito. E qui ci sono, purtroppo aggiungo io, i fanatici. Uno dei miei fidanzatini mi faceva trovare il mio “ospite” pulito color albicocca appoggiato sul bidet a ogni nuovo appuntamento. È durata poco.

206ea_bidet1

Ricordo poi il bidet da farsi né prima né dopo, ma invece, in un hotel a Caracas in Venezuela. Viaggio con il grande amore dell’epoca. La storia stava per finire, lo sapevamo entrambi. Niente sesso da tempo e cosa ti scopro? In bagno c’è un bidet che invece di far scendere l’acqua dai lati ha uno zampillo nel centro. Dio esiste! Lavarmi è stato il più grande piacere della vacanza. La frase più carina che mi ha detto quando ci siamo lasciati il suddetto amore, che comunque non era stato messo a parte del mio passatempo venezuelano, “non potrò più farmi un bidet senza pensare a te”. Dopo la ragazza con l’orecchino di perla, la ragazza sul bidet di ceramica.

louis-lc3a9opold-boilly-igiene-intima-prima-metc3a0-xix-sec

E infine, in questa dissertazione molto personale sul bidet, arriva l’esperienza della maternità che me ne ha dato una nuova dimensione. A partire da quando ho sentito crescere tra le mie mani la faccenda che ormai, vista la grandezza della pancia, non potevo più guardare, ma solo tastare. Le grandi labbra erano diventate enormi. E la ceretta totale in previsione del parto? Al primo bidet ho rivissuto una tenerezza da premenarca che non si può descrivere a parole. Visto il dolore però della depilazione non mi sento di consigliarlo. E ora che lavo il culetto a mio figlio di un anno e mezzo, per invogliarlo, gli dico che ci facciamo un bel bidet rilassante. Non è tanto il lavarsi al centro del mio pensiero, ma quanto lo stare bene con se stessi e con le proprie nudità. Se penso che un illuminato Diderot nel 1768 insegnava alla figlia la vera base del decoro dicendole “la necessità di celare a se stessi quelle parti del corpo la cui vista potesse indurre al vizio”, mi viene voglia di farmi un bidet, subito. Oggi comunque viene usato dal 97% degli Italiani, dal 47% dei francesi e portoghesi, dal 13% degli inglesi e americani e dal 10% dei tedeschi. Quella del bidet è l’unica rivoluzione che l’Italia, per ora, conosca.

Tutti a cavalcioni del vostro “oggetto sconosciuto a forma di chitarra” allora, con la colonna sonora della Bandabardò.