Andiamo a trovare la nonna

Era l’ora di pranzo, ma in realtà avevamo fatto colazione tardi, così abbiamo deciso, di comune accordo di portare le nostre figlie a trovare la loro nonna.

L’euforia nei loro occhi e l’idea di poterla andare finalmente a trovare è stata travolgente, così finite le commissioni mattutine e sazi dei cereali con il latte del primo sole del giorno, ci incamminiamo per andare a trovare nonna.
Le gemelle hanno iniziato a parlottare in macchina lungo il tragitto che ci portava da lei; “Maria” – dice Agata – “Andiamo a trovare nonna sei contenta?” e lei risponde “certo che sono contenta, andiamo andiamo mamma più veloce”

In cuor mio ero veramente felice di potercele finalmente accompagnare, era una vita che volevo farlo, ma vuoi per il lavoro, per il poco tempo, per la scuola, la casa e la lontananza, l’incontro è sempre stato rimandato.

Oggi era la giornata ideale, una di quelle con il cielo grigio, carico di nuvole ma con una temperatura stranamente mite per essere il 9 di Novembre. Sembrava come se dovesse piovere da un minuto all’altro ma la decisione era ormai presa, pioggia o non pioggia oggi saremmo andati. Tra milioni di pensieri e titubanze, perché ti vengono mille scrupoli e qualsiasi cosa potrebbe diventare una giustificazione che potrebbe farti dire “no va bè oggi no, vedi, sta per piovere…”, giungiamo al parcheggio. Fermo la macchina.

Le due piccole donne erano veramente cariche di poter finalmente dare una collocazione fisico_spazio_temporale a questa nonna.
Il viale che ci separa da lei è lungo, largo, pieno di alberi, un silenzio profondo ci avvolge e loro iniziano a fare domande “Ma mamma dove sta nonna Frida? Perchè quì non c’è nessuno?”

L’apprensione di dire loro di stare in silenzio passa quasi subito, chissenefrega se due bambine parlano con l’ingenuità di due treenni e con un volume di voce più alto del normale.

Camminiamo tutti e quattro lungo il viale e ci avviciniamo alla “casa di nonna” con un po’ di reticenza da parte mia contrapposta alla voglia di scoprire di 4 occhi furbi e illuminati.

“Perchè mamma qui non c’è nessuno? Perchè ci sono tanti fiori? Chi ce li ha messi? Come mai ci sono gli aghini degli alberi per terra? E quelle lucine come mai sono accese?”
Stupidamente non mi ero preparata un discorso da fare, in passato avevo già detto loro molte cose che però non potevano trovare un riscontro tangibile, ma oggi siamo davanti ad un fatto.

In un luogo dove tutto tace, due bambine di 3 anni hanno finalmente incontrato la loro nonna, con la purezza di due animi inviolati hanno fatto domande, hanno curiosato e io finalmente ho pianto. Dopo tanto tempo.

foto di Alessia Mariani

foto di Alessia Mariani

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