Andrea Alì: docente per un corso di cucina italiana in Giordania

La cucina siciliana approda in Giordania con lo chef Andra Alì un Corso di Cucina Italiana organizzato dall’Accademia Euromediterranea Harim, dalla Panthera Establishment e promosso dall’Ambasciata Italiana di Amman

Si, è proprio così, la cucina siciliana settimana scorsa ha avuto il grande piacere di approdare addirittura in Giordania!

Si è infatti svolto dal 20 al 24 Ottobre,  presso la Jau University di Amman,  un Corso di Cucina Italiana organizzato dall’Accademia Euromediterranea Harim, dalla Panthera Establishment e promosso dall’Ambasciata Italiana di Amman, docente d’eccezione è stato il celebre chef ibleo Andrea Alì.

Il ristorante dello chef Alì, Andrea Sapori Montani, a Palazzolo Acreide (SR), nel cuore dei monti Iblei, è rinomato per la sua cucina tradizionale basata sui prodotti del territorio, tutti rigorosamente a km zero e assolutamente rispettosi dei principi Slow Food. Per tutte queste ragioni il ristorante è stato inserito ormai da anni,  a pieno titolo direi, nelle guide gastronomiche più importanti del mondo: la Routard, la guida gastronomica Touring Club italia, quella del Lonely Planet, del Sole 24 Ore, la guida italiana del Gambero Rosso e quella dell’Espresso.

Lo chef Alì, che ha fatto del cibo genuino e della tradizione sicula la propria “filosofia in cucina”, ha portato in Giordania i piatti tipici della tradizione isolana rivisitandoli col suo personalissimo estro culinario: cavatelli alla Norma, polpette, tiramisù, caponata, macco di fave e, ovviamente, gli immancabili arancini!

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Il corso di Cucina Italiana ad Amman è stato animato oltretutto da un’intensa competizione tra i 45 aspiranti chef. I due giovani vincitori si sono aggiudicati un viaggio premio in Italia nel mese di Febbraio 2014 per vivere a pieno l’esperienza della nostra cucina direttamente nel ristorante dello chef Alì.

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Ma la bellezza di un evento di questo genere sta soprattutto nel fascino dell’incontro tra culture culinarie così diverse, ho avuto il piacere di parlare di tutto questo direttamente con lo chef Alì raggiunto telefonicamente subito dopo il suo rientro in Italia.

Chef Alì per iniziare, la Giordania, un paese così diverso dal nostro, la sua  prima impressione?

Devo dire che ero partito con un attimo di titubanza vista la vicinanza con paesi ultimamente turbolenti quali la Siria e l’Egitto ma invece sono rimasto piacevolmente sorpreso, ho trovato la Giordania un paese alquanto emancipato, non lo definirei occidentalizzato proprio perché hanno mantenuto molto forti le loro tradizioni arabe ma emancipato, per la grande apertura mostrata nei confronti dell’Occidente. In particolare ho avuto modo di apprezzare, almeno per la mia esperienza, una grossa emancipazione da parte delle donne.

C’erano donne tra le sue aspiranti chef?

Si, soprattutto nel secondo livello mi hanno colpito tre donne arabe molto intraprendenti: una food blogger, una egiziana redattrice di un mensile sul cibo, una food manager.

Ha detto secondo livello, ci racconta un attimo meglio del corso?

Si trattava di un corso per diffondere e promuovere la nostra cucina in Giordania. Il corso era strutturato in tre livelli: il primo per studenti selezionati dalla Jau University di Amman che ho davvero apprezzato per la loro serietà e partecipazione; il secondo era per un misto di studenti e gente del settore, tra cui le donne di cui le dicevo prima; il terzo per esperti del settore, in particolare food manager di grandi catene alberghiere, Amman è infatti il punto di partenza per località quali Petra e il Mar Morto per cui qui le grandi catene occidentali hanno creato delle strutture di notevole rilievo.

Ci racconta quali sono stati i piatti più apprezzati dagli aspiranti chef giordani?

Senza dubbio il nostro modo di cuocere il riso, molto differente dal loro, in particolare per l’uso del limone che io porto con me dalla tradizione siracusana. Poi il Tiramisù, un dolce per loro meraviglioso soprattutto perché differente dalla loro cultura che prevede dei dolci molto semplici, come i biscotti, o eccessivamente dolci, almeno per il nostro palato. La cosa che invece ha senza dubbio suscitato maggior interesse è stata la cottura della pasta e la ricetta della pasta all’uovo, in Giordania infatti arriva tranquillamente la nostra pasta ma la loro maggiore difficolta è la cottura, essendo la loro cucina ricca di legumi stracotti e  di minestre, per loro la cottura al dente risulta davvero un arcano.

Qual il ricordo di questa esperienza che porterà con sé?

Senza dubbio il simpatico soprannome che mi hanno dato “Olivel Oil” per il mio uso dell’olio extra vergine. In Giordania hanno un ottimo olio d’oliva ma la loro cultura gastronomica prevede l’uso principalmente dell’olio di semi, io invece ho cercato di trasmettergli l’importanza dell’uso dell’olio d’oliva e di come questo possa esaltare i piatti, la cosa più interessante è stata proprio l’uso dell’olio in alcuni piatti tipici della cultura Giordana, il risultato è stato entusiasmante, un vero incontro di culture gastronomiche, culture che in fondo ho trovato davvero molto simili, sono infatti tanti gli elementi arabi presenti nella cucina siciliana.

Le sue prossime avventure gastronomiche in programma?

Il 13 Novembre sarò a Catania per  l’apertura di una nuova scuola di cucina con un corso dedicato alle carni. Poi il 6 Dicembre a Siracusa per la presentazione della nuova guida Slow Food che, con mio grande piacere, anche quest’anno includerà il mio ristorante.

Grazie Chef Alì e speriamo di riuscire presto a venire a trovarla per assaggiare i suoi deliziosi piatti!

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