Intolleranze alimentari: quello che nessuno vi dice

Vi verrà l'ansia, ma dovete sapere la verità.

Home > Intolleranze alimentari: quello che nessuno vi dice

Mi fa male tutto!

Non posso mangiare più niente! (non dico parolacce, ma le pensiamo)

Sono gonfia come un pallone!

Rutto come un camionista al derby!!!

Ho certi dolori che se mi sparano nemmeno me ne accorgo!

Ormai al bagno canto “non son degno di te, non ti merito più”!

Sei una maledetta intollerante. Benvenuta nel club.

freefrom1

Tu sei qui perchè stai facendo la stessa ricerca su Google che io ho fatto un anno fa.
Imbattendoti in quegli articoletti belli e puliti scritti da qualche medico o santone dell’intolleranza.
L’Osho del lattosio. Il Sai Baba del glutine. Il Gandhi del nichel. Il Dalai Lama dei lieviti.
E invece no, cara o caro mio!!! A te te servo io.

Che ti dirò tutta la verità, fuori dal buonismo zuccheroso.

sparta

Premettiamo subito, sono intollerante al lattosio, che avere un’intolleranza era il minimo che potesse capitarmi dato il mio mantra di vita degli ultimi due anni: keep calm and odia tutti.
Non vi voglio raccontare di tutto il crocevia che ho fatto e subito, ma quello che posso dirvi per certo è che non è il caso di spendere 200 euro per fare le prove per l’intolleranza al fungo raro del bosco sotto casa di nonno.
Sono in procinto di fare ulteriori accertamenti, l’unica cosa certa è il risultato del breath test che si fa per l’intolleranza al lattosio.
Dalla sera prima digiuni, nemmeno dovessero farti l’anestesia totale, la mattina ti devi spazzolare i denti fino a logorare lo smalto, vai in laboratorio alle sette di mattina con la cera nemmeno degna di Crudelia de Mon e passi 4 ore e mezza digiuna, seduta su una panchina a guardare il cronometro. Ogni mezz’ora dovrai soffiare dentro ad un tubo con attaccato un palloncino.

Cosa ti hanno dato nel tempo di attesa? Un bicchiere di lattosio puro sciolto in acqua. Preparatevi psicologicamente!
In pratica lo zucchero, perché questo è il lattosio, non viene digerito ed assimilato restando così in permanenza biblica nell’ intestino a brindare con quel che resta dei vostri poveri villi intestinali, dove si trasforma in idrogeno, ecco perché ti gonfi come una mongolfiera. Spiegato l’arcano.

No cara amica mia, non sei un’ignara protagonista della trasmissione “Non sapevo di essere incinta”.
Tu non sai di essere intollerante.
A questo punto non so cosa sia peggio.

Vi sto mettendo ansia? Vi sta venendo la “sudarella”?
Mi dispiace, ma non posso soffrire solo io.

La prossima settimana farò i test per altre intolleranze, compresa la celiachia (lei e le sue sotto-forme, nemmeno fossero modelli di gonna che la moda sforna) per di più sospettano un’intolleranza al nichel, quindi cercheremo anche quest’ultimo.
Sapete quali sono gli alimenti a più basso contenuto di nichel? I latticini. I LATTICINI, io sono intollerante.
Avrò anche il diritto di prendermela con qualcuno no?
In più si chiama solidarietà femminile, se siete uomini cavalleria.
E poi vai a fa del bene va!!! Le peVle ai poVci.

Insomma, scopro con dispiacere dall’incaricato che mi consegna il referto guardandomi con occhi compassionevoli come fossi un cucciolo abbandonato sotto al diluvio, di essere una stramaledetta intollerante.
Dopo aver assimilato la diagnosi di diversamente digeribile e mangiabile mi dico “vabbè che sarà mai”.

disperazione da shopping

Vi piaceva fare shopping? Andare per negozi, guardare le vetrine?
Scordatevelo, non avrete più tempo. Nè soldi.

Non solo scoprirete con vostro profondo rammarico che questo maledetto lattosio è in ogni dove, peggio dello spinacio fra i denti al primo appuntamento, il prezzemolo sul pesce, il mercoledì, le doppie punte, la pelle a buccia d’arancia, l’unghia scheggiata che vi tira le calze.
Giàggià, lo usano come conservante e anche nelle affumicature. Sta persino nel prosciutto cotto. Nel tonno in scatola.
Scordatevi oltre chiaramente ai latticini, fagioli, cipolle, una parte di insalata, lo speck, salumi e insaccati e poi….
Le cose per diversamente digeribili costano di più, molto di più.

Vi ritroverete ad aggirarvi come bestie inferocite ai limiti di crisi da frustrazione sponsorizzate dall’lsd e dal prozac fra gli scaffali del supermercato, con le voglie e le confezioni che ti gridano “tu non puoi mangiarmi! Sei un diversamente digeribile!”. Pensando “ma io, che cacchio me mangio io?”.
Con gli occhi iniettati di sangue peggio di Hannibal Lecter a leggere etichette su etichette.
Nel sonno ripeterete come un mantra gli eccipienti, gli addensanti e scoprirete cose che non sapevate.

Dovrete comprare cose fresche per la maggior parte, o diventare nonna papera e cucinarvi le cose con roba senza lattosio.
In più sarete come quelle secche super star che al ristorante non ordinano altro che un’insalatina (ops, noi non possiamo mangiarla…) e a casa di amici diventano rosse e sottovoce dicono “no grazie, sono piena”.
Solo che voi non volete essere la Gisele Bundchen dei poveri, voi avete fame ma non potete mangiare una niente!
Allora, non prendete cereali con aggiunta di vitamina b: la vitamina b aggiunta è un lievito e vi gonfia.
Per inciso, non esiste l’intolleranza ai lieviti, fanno male a tutti, fermentano e gonfiano. Voi siete già gonfi, limtateli e basta.

piccione disperaz
Voi amerete il signor Amadori e anche il signor Kraft, con la sua Philadelphia senza lattosio, il Signor Misura e la sua linea privolat, e non avrete altro Dio all’infuori del Signor Granarolo, mitica linea accadì senza lattosio. C’è pure la panna da cucina.

Armatevi di pazienza. Le intolleranze sono transitorie, qualche volta!
Ce la faremo anche noi!!!!