Come trovare il vero amore. Vi presento il Principe Bianco

 

Questo post è dedicato a tutte le persone lontane e vicine che ho nel cuore e nella vita di tutti i giorni che stanno attraversando un periodo non proprio facile; lo dedico alla primavera, che tutti la possano ritrovare e sicuro si ritrova, perché siamo persone forti, sempre, uomini e donne, e tutti noi abbiamo la voglia di cambiare. E lo dedico a Lui, il mio Lui che tre anni fa mi disse per la prima volta ti amo e che continua a farlo. Sempre.

Io stavo al mare, ero sdraiata sulla spiaggia e non sapevo che fare, cosa pensare, chi guardare. Accanto a me c’era la mia migliora amica, dolce luce calda e sicura. Le dissi solo una cosa: “Voglio conoscere l’amore, un diverso amore, un amore tutto mio“.
Da lì è cominciata la mia nuova vita.

L’INIZIO. PAURA E POCA PAZIENZA.

Ogni volta che mi si avvicinava qualcuno avevo come la voglia di mettergli la fede al dito; ero frettolosa, volevo macinare il sogno alla mulino bianco, perché solo quello conoscevo; praticamente non me ne fregava quasi nulla di chi avessi davanti, l’importante era trovarmi di nuovo in coppia, sicura, protetta, con amici nuovi, comitive nuove, senza vivere fino in fondo il collasso emotivo che stavo affrontando. Avevo desiderato il Principe Azzurro, l’avevo sposato, ma quel colore non faceva per me e allora vagavo per la metropoli annusando tutti i colori dell’arcobaleno, sfiorando le sfumature che si venivano a creare senza sapere però di quale colore fossi fatta io.

Bel guaio.

Avere paura provoca una corsa irrefrenabile a marcia indietro. Vuoi andare avanti, ma non puoi fare a meno di camminare al contrario. Vuoi scappare da tutto ciò per cui sei morta dentro, ma alla fine cerchi solo quello. Avere paura significa alimentare una centrifuga malata dalla quale riuscirai a scappare solo dopo tanti anni. Ma già sapere che ci stai dentro fino al collo è un’ottima notizia.

Non avere pazienza è il primo passo per allontanarsi sempre di più da quello che potrebbe essere poi Lui, il TUO principe, quello vero, quello reale per te, quello perfetto anche se con centinaia di difetti più di te o uguale a te. Il principe bianco, perché senza colore, perché poi il colore nascerà, dal non tuo più il non suo.

L’ INCONTRO. CAMBIARE LA VITA PER NON CAMBIARE SE STESSI.

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Akiko Ijichi

Chi è stato il primo uomo a ufficializzare le regole per l’amore perfetto? Chi ha delineato i confini e chi ha pubblicato nella pubblica piazza ciò che si deve e non si deve fare per amare e mantenere quell’amore? Perché ci limitiamo a incastrarci in un matrimonio se non è quello che vogliamo? Perché si deve vivere insieme? Perché tocca fare figli, almeno due per favore…

Ognuno di noi è la cosa più speciale di questo pianeta, ognuno di noi più un altro crea una coppia che è ancora più più più di quella cosa speciale che eravamo da soli, e allora perché dovremmo mai vivere i nostri amori nella stessa identica maniera del vicino di casa? Perché definiamo automaticamente una coppia “finita” solo perché non rientra nei nostri specifici canoni? Ovvio, monogamia, rispetto, complicità sono alla base di tutto, ma cosa ci cambia se due persone vogliono, ad esempio, due camere da letto diverse?

Quando io ho incontrato il mio principe bianco ero un disastro. Al limite del malvagio. Mi ero incartata in questa teoria per la quale o si faceva come tutti, o vaffanculo, e siccome era impossibile che qualcuno mi potesse amare di nuovo e allora vaffanculo pure a te, che tanto non ti credo e io non mi butto più.

Io non valgo più niente e quindi tu non puoi innamorarti di una come me. Perché a me il sogno mi è crollato e c’è solo quello e io ho fretta e anche se ora sono più calma ora sono abituata a determinate cose e non posso cambiare.

Il principe Bianco non ti cambierà, ma tu lo riconoscerai perché aspetterà il tuo aprire gli occhi, il tuo cambiamento, di vita, di visione delle cose, di abitudini alimentari, di passioni. Lui è lì, soffre, urla, litiga, ma rimane lì, scappa ma poi ritorna, perché il suo è un non stare, ha un non colore, ha tutto, il bianco, l’assoluto e tu lo sai e lo senti sulla pelle. Lui lo sa, tu no. Per questo tutto risulterà un pochino più complicato. Altrettanto lungo, ma schifosamente pregno di tutta la vita che hai sempre voluto vivere. 

Solo quando tu sarai pronta a lasciarti andare, lui ti amerà e non ti lascerà più.

LA VITA. IL FUTURO. IL PRESENTE.

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Akiko Ijichi

Il principe bianco non è un uomo (o una donna) perfetto. Attenzione. Ma è l’UOMO. Incarnerà insieme  farfalle nello stomaco di quando avevi tredici anni, adrenalina di quando urli al tuo primo concerto, formicolii sotto la schiena del tuo primo bacio con la lingua, affetto indiscusso che si vuole ai nonni. Il principe Bianco non è un pupazzo, lui arriva, rigira la vita, ma poi il vero gioco si definisce dopo. Quando dopo c’è la vita, quella delle bollette e dei “uh che du palle la fila“.

Il principe bianco ti rende un super eroe, ma non per soddisfare lui, ma solo per soddisfare te. Perché solo così tu potrai ricambiare. Solo così nascono le storie, quelle fatte da due.

Grazie a questa persona ho imparato a non correre, a togliere maschere, a respirare, a impegnarmi, a essere brava nel mio lavoro, a non esagerare con gli altri, a essere leale fino in fondo, a non sentirmi sfigata, a sentirmi una brava madre e una ex moglie che può migliorare tantissimo. Lui ha accolto me, mi ha schiaffeggiato, mi ama e ama mia figlia, continua a pagare il suo affitto e io le mie bollette, ma ogni settimana viene qui con le mani piene di regali per la mia Margherita. Applaude per lei, le offre gelati e le dice che io sono un genitore e alcune cose le devo dire per forza. Abbiamo due letti e due computer diversi, ma la stessa musica e la stessa voglia di viaggiare. Rimane in silenzio quando deve e anche quando no. Mi sopporta e mia ama e io non so perché. 

Il principe Bianco non ti prende in giro, semplicemente ti tira fuori uno specchio e ti fa vedere che razza di persona tu sei diventata o stai diventando.

Sostanzialmente il Principe Azzurro è diverso solo per un dettaglio da quello Bianco.

Che il primo fa parte dei nostri sogni.

Il secondo della nostra vita.

Grazie per questi quattro anni. 

[cessetto]

di Elisa Giani