Cosa significa amare?

È un sentimento che non conosce DOVERE, FATICA, DOLORE, MALATTIA

Penso non potrebbe fregarvene di meno, ma sappiate che io ho una routine mattutina molto rigida: mi sveglio, più del genere Maga Magò, che del genere Tata Francesca; mi preparo caffelatte, in barba agli amici osteopati e fissati che ghettizzano il latte; e mi ci paro davanti, per una ventina buona di minuti, in compagnia di fette biscottate marmellata/nutella, e una rivista a caso tra quelle che accumulo, quasi senza aver tempo di leggere.

...ecco voi pensate a questo panorama? seeeeee magari!
Ecco voi pensate a questo panorama? Seeeeee magari!

Dopo questa I N T E R E S S A N T I S S I M A panoramica, vado dicendoci che, stamane, innanzi alla marmellata di albicocca che non mi piace troppo, leggevo il “Marie Claire”a portata di mano e trovavo un articolo che ha reclamato la mia attenzione.
Era un articolo sull’amore.
Caaaavoli!
Una rivista femminile che parla di sentimenti?!
Ma quale innovativa invettiva!

Spirito di patata a parte, il moto fondante aveva effettivamente il suo bel perché, partendo dal presupposto che l’amore è amore, che si abbiano 7-17-37-57-70 anni!

E sebbene anche qui la banalità pare avere la meglio, io mi ci son trovata in sommessa riflessione.
Sarà anche l’incombere di San Valentino, ma le domande inglobate nell’articolo si sono susseguite, temerarie e irrequiete, anche nel mio crapino:

Cosa significa amare?
In che modo si “deve” amare?

...ma di preciso, questo amore... dove sta?
Ma di preciso, questo amore… dove sta?

Ecco, per prima cosa “DOVERE” non è particolarmente affine al concetto d’amore!
Se uno ama, non è che deve, a quell’uno viene di amare e lo fa.

Tu mi ami perché vuoi, che devi cosa c’entra?!

Perché se DEVI, ti sforzi e un’altra cosa poco affine all’amore è la “FATICA“!
Se uno ama, non gli pesa rinunciare, non si accorge neppure di aver la vita sociale ridotta a un colabrodo di mano nella mano o lingua nella lingua, semplicemente non fa più date cose, ma senza nessuna imposizione o nessun obbligo e, in special modo, senza alcuna fatica.

Altro principio imprescindibile dell’amore è che se tu ne provi per me, non trombi le altre, ma non perché ti debba chiedere di evitarlo, ti viene naturale non farlo.
Perché se fai FATICA, mi fai male e un’altra cosa che non c’entra con l’amore è il DOLORE.

Se uno ti ama, l’ultima cosa che gli passa per la testa è di farti soffrire, non ci sono ma e non ci sono se, non ti deve venire in mente di prendere a calci il mio cuore, ne di prendermi a ranganellate sulla capoccia, perché se io penso che stare con te non è la cosa più bella del mondo, perché sto con te!?
E sì che lo so che ci sono persone che amano il sadomasochismo a livelli pornografici, quello del: “Più mi fai male, più ti amo”; ma quello mica è amore…

E’ perversione, è malattia.

E un’altra parola che NON fa rima con amore è MALATTIA.
Non si parla di mali incurabili o curabili, ma di una forma aggressiva di possessione ai limiti del morale e dell’accettabile.

Quando giustificano taluni atteggiamenti, determinando che “… lo amo talmente tanto e mi ama al punto che non mi vuole male e io accetto comunque…”, c’è un ché che mi fa rabbrividire e la cosa non è fattibile…Senza se, senza ma, se mi fai male, psicologicamente e fisicamente, ti do una bastonata sui denti… e mica tanto metaforicamente!

Dell’amore non sono una novellina, amo e sono amata e mi piace e non mi basta…
Delle volte sento di non sapere esprimere, ma certamente so cosa è che “non c’è ma che tenga”:

il RISPETTO
la COMPLICITA’
l’AMICIZIA

in effetti non c'è niente che faccia sentire meglio, di avere occhi a cuore e felicità che cresce...
In effetti non c’è niente che faccia sentire meglio di avere occhi a cuore e felicità che cresce…

Mi piace che mio marito mi faccia sentire amata; mi piace che voglia vedermi felice; mi piace l’idea che non mi lasci sola quando mi prendono le pare esistenziali; mi piace che il nostro equilibrio non abbia nulla di trascendentale, ma sia di una banalità senza risorse; mi piace sedermi con lui a non fare niente ed essere felice di farlo; mi piace che non mi rompa le balle per le spese; mi piace che voglia fare di me una donna realizzata; mi piace che mangi con gusto quello che gli cucino; mi piace preparargli la colazione la mattina e arrabbiarmi perché nonostante il toast sano punterà alla merendina schifettosa, dritto come un fuso…

Io non lo so come amano gli altri; ripeto a me stessa che ogni coppia ha un suo equilibrio, prescindevole solo dai protagonisti della storia, ma non so se c’è davvero un equilibrio e se quell’equilibrio ogni coppia lo stipuli scegliendo il suo; tuttavia non credo alle libertà dettate dalle esigenze personali che vengono messe davanti a tutto, amore incluso e non escluso.

Per quello che mi riguarda so:

*che se non sei veramente TU se c’è lui, non è amore…
*che se il “noi” non lo contempli, è perché non esiste…
*che se non stai meglio con lui, che con tutti gli altri esseri del globo, è troppo poco…
… e non vale la pena…

Sarà anche banale, romantico, superficiale, infantile, ma non mi accontenterò mai di non avere il meglio… sciocca io?