Giuseppe di Iorio: La donna secondo me

Quattro chiacchiere all'ombra del Colosseo

 

Il nome del ristorante “Aroma” già da solo evoca qualcosa di bello e intimo, se poi aggiungiamo che si trova “a Roma” di fronte a uno dei monumenti più belli del mondo, si è catapultati immediatamente in un sogno che diventa realtà non appena ci si siede a tavola. A risvegliare tutti i sensi ci pensa il talento del giovane e brillante Giuseppe Di Iorio, Executive Chef del ristorante Aroma all’ultimo piano del lussuoso Palazzo Manfredi  – Relais & Chateau in via Labicana.
Attraverso l’eleganza dei suoi piatti, lo Chef Di Iorio riesce a coniugare l’immortalità di un luogo eterno con l’eccellenza di sapori tutti italiani completando l’opera d’arte che lo circonda. La sua cucina è passione mediterranea, pura creatività e cura dei dettagli, soprattutto nella scelta delle materie prima di eccellenza e nella presentazione finale. Non si sente mai arrivato, ma sempre pronto a intraprendere nuove sfide anche dopo la riconferma per il secondo anno consecutivo della stella Michelin.

“Cerco di portare a tavola i miei sapori da bambino, quelli che mi hanno fatto appassionare alla cucina”.

Il suo grazie più grande va alla sua famiglia, al suo staff, ma anche al suo Maestro, lo Chef Giuseppe Sestito, che lo ha condotto per mano in questo straordinario viaggio chiamato cucina, con cui ha lavorato all’apertura del Mirabelle e non solo a Roma. Sempre sorridente, i suoi ingredienti di vita sono passione, umiltà e determinazione con i quali firma tutti i suoi piatti come un pittore fa con le proprie opere.

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Crudo di spigola, salmone e ricciola su wafer croccante e spuma al margarita

Giuseppe qual è il tuo ingrediente per conquistare una donna?

La pasta. Rigorosamente fatta a mano: c’è dentro tutta la genuinità e la tradizione, la semplicità e la bellezza che anche una conquista amorosa porta con sé. E ti confesso che non mi è mai capitato di ricevere un rifiuto… Del piatto di pasta fatto da me, ovviamente!

Completa la frase: la donna sta alla cucina come…

Il cacio sui maccheroni. Permettimi di essere un po’ banale, ma è la metafora ideale, l’idillio perfetto tra scienza culinaria e tradizione. Da sempre i miei ricordi più belli tornano alla figura di mia madre intenta a lavorare nella sua cucina e ti assicuro che per me rimane cosa rara riuscire a eguagliare quei sapori e quei profumi.

Se la cucina è donna perché ci sono tanti chef uomini?

Fino a qualche anno fa avrei concordato. Oggi sento di dover smentire questa affermazione. E aggiungo che le donne chef che ci sono, sono anche molto brave. Non sono solo io a sostenerlo: lo confermano le più recenti classifiche Michelin. Perché mi piacciono tante donne chef? Perché  sono  più audaci e competitive di noi uomini, osano e si mettono in discussione, insomma hanno introdotto nel pantheon della cucina quel miele e quell’ambrosia di cui custodiscono il segreto. La donna, in genere, è la “cuoca” fra le mura domestiche e lo fa perché è parte del suo ruolo riconosciuto, mentre l’uomo, che lo fa piuttosto per professione, è spinto da motivazioni diverse e ha molto più tempo per dedicarcisi.

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Lo chef Di Iorio e il suo orto personale

Cosa deve fare una donna per conquistarti?

Deve cucinare per me… Non ci crederai, sembra scontato, ma, dopo ore trascorse in cucina, una volta finita la giornata, mi piacerebbe (anzi mi piace!) che qualcuno si dedichi a me. Prometto che non faccio mai paragoni professionali: le coccole sono un’altra cosa!

Paprika, zenzero o cardamomo. Quali di queste spezie rappresenta meglio la donna?

Senza ombra di dubbio la paprika. È una spezia che deriva dal peperoncino e a seconda della lavorazione può essere più o meno piccante. Tralasciandone le proprietà benefiche, la paprika ha la capacità di esaltare i sapori, ha un gusto non troppo forte, ma deciso, al punto che una pietanza assume un sapore decisamente migliore e non se ne può più fare a meno. Come fare a meno dell’universo femminile? Impossibile per me.

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Raviolo di pasta fresca con mozzarella di bufala e burrata ed alici sotto sale di Gaeta su un letto di crema di broccoletti di Anguillara

Cosa deve indossare la tua donna ideale?

La mia donna ideale indossa sempre tacchi alti. È uno stereotipo in cui mi riconosco: i tacchi alti conferiscono dinamicità ai movimenti, disinvoltura e sensualità tanto al fisico quanto all’ atteggiamento. Insomma i tacchi alti sono imprescindibili.

Il tuo rapporto con la moda fuori dalla cucina

Al contrario di ciò che amo fare nella mia cucina (la cucina di Giuseppe è elaborata e ricercata ndr.), non amo eccedere nell’abbigliamento. Il mio look preferito è deciso, pratico e casual. Non proprio come la mia cucina, ma in fondo ci somiglia parecchio!

“Tempura di mazzancolle su purea di topinambur, gel al melograno e aria di cannella”. Ma le donne sono complicate come i tuoi piatti?

Ahahahah.

A parer mio le donne sono molto più complicate di così. Sono il sale della vita, volendo usare un’altra metafora culinaria. Sono un universo difficile da comprendere, impossibile da interpretare, eppure necessario, una vera fonte d’ispirazione. A noi uomini non resta che godere della “bellezza” che scelgono di concederci.