Le canzoni dei trentenni o poco più

Perché nessun ventenne potrà vantare tanto kitch musicale quanto noi!

 

Intorno ai trenta succede una cosa tremibonda…
Non è il primo capello bianco, non è la prima ruga in mezzo alla fronte, non è nemmeno il fiatone dopo una rampa di scale… è quando senti una canzone alla radio e ti ricordi di quando, con le tue amiche, dimenavi il deretano come se non ci fosse un domani; o quando Sky festeggia gli anni 90, come anni di culto, e tu ti senti morire dentro…
Inizi a fermarti a guardare i cantieri per strada, a dirti che si stava meglio quando si stava peggio, a mettere il cappello quando guidi, a insultare la gente che ti passa davanti in coda al supermercato… Cose così insomma.

E’ un momento veramente terribile, un momento che lacera dentro, quasi quanto il primo “Mi scusi signora” da parte del brufoloso sulle scale…

E più passano gli anni, peggiore è il carico stracarico di ricordi che ti porti appresso!

Vorrei essere tanto aulica da pensare alla io bambina in braccio ai miei genitori, alle corse in bici con mia sorella al parco, al campo estivo con tutti i compagni di scuola e cose così, ma la realtà è che i miei ricordi sono affollati di suoni, immagini, video e tendenze, cose futili di una pseudo adolescente impressionata da quel mondo di musica che si barcamenava, per la prima volta, fuori da Cristina D’Avena.

a noi, cresciute [bene] a pigiama party e Cristina D'Avena...
A noi, cresciute [bene] a pigiama party e Cristina D’Avena…
… non fa nulla se poi ci sarebbe tornato, con entusiasmo assoluto, avuta l’età della ragione…

Quindi, trentenne e passa, che leggi questa povera pazza depressa, non potrai non ricordare certi brani come:

WANNABE delle SPICE GIRLS

Ricordo, sinceramente, che il giorno che Geri abdicò al ruolo di leader indiscussa del gruppo, abbandonando la band: fu uno dei più neri della mia giovinezza…
Loro sono state il mio lasciapassare per il favoloso Girls-power, come potevano lasciarmi? Con le loro identità studiate a tavolino, i look che ispiravano qualsiasi tipo di prodotto, le canzoni da non poter star ferme sulla sedia, la carica energetica della loro grandezza, culminata in quel meraviglioso miracolo di sceneggiatura del loro film! Io e la mia amica Simona avevamo consumato il VHS a furia di vedere quel prodottaccio di merchandising favoloso!

AS LONG AS YOU LOVE ME dei BACKSTREET BOYS

...io amavo Nick... punto!
Io amavo Nick… punto!

Inizi le medie e Cristina D’Avena e Laura Pausini vengono abbandonate per le liriche anglosassoni ed è così che, in men che non si dica, ti ritrovi a piangere per un ciuffo di capelli biondissimi, della cui presenza come ospite a Sanremo dipende la tua felicità! Questi 5 baldi giovani sono stati la prima boyband ad aver infuocato il mio immaginario [molto molto casto] di ragazzina.

BARBIE GIRL degli AQUA

Venivano dai paesi freddi, Scandinavia o giù di lì. Orecchiabile, facile da imparare, questa canzone era veramente la più ascoltata del periodo e faceva impazzire tutti, femmine e maschi, ascelle pelose e puzzulenti e ormoni sballonzolanti annessi e connessi.

MARIA di RICKY MARTIN

agli esordi... macho latino di tutto rispetto!
Agli esordi: macho latino di tutto rispetto!

Ah, bei tempi in cui ancora il buon Ricky non avevav fatto coming out e con il suo movimento di bacino faceva impazzire cougar e teen senza distinzione di sorta. Con “Maria” si è fatto conoscere al pubblico italiano e con “Livin la vida loca” si è stampato perenne nei nostri corazon!

BLUE degli EIFFEL 65

Un paio di anni fa la Maria De Filippi ci ha resumato quel gran bel pezzo di manzo del Gabri Ponte, facendogli fare il giudice di Amici, ma per me è e resterà sempre il figo dietro la consolle del gruppo italiano che cantava una canzone disco in ingles, che faceva veramente gente vissuta! Anche se era truzza di maledetto…

TRE PAROLE di VALERIA ROSSI

Lo si sa, non è veramente estate se non si ha una terribile canzone che tutti cantano, pur detestandola aspramente! Sicuramente, in una delle mie estati adolescenti, la canzone rompiballe per eccellenza è stata quella che faceva: “… dammi 3 parole, sole cuore amore, dammi un bacio che non sa parlare…” e lo so che l’avete canticchiata, non me la venite a raccontare!

ASEREJE de LAS KETCHUP

un fotogramma che non potrà non ricordarvi tutto quello che c'è da sapere
un fotogramma che non potrà non ricordarvi tutto quello che c’è da sapere

E se la nostra compagine italiana aveva le tre parole più banali del mondo, quella di tutto il mondo occidentale impazziva dietro al balletto studiatissimo di Asereje. Ora, io mi rivolgo a quanti di voi fanno ora praticantato per essere magistrati/notai/ricercatori universitari/capi del mondo/filosofi/astrofisici: ecco, mi rifiuto di pensare che voi quel balletto cretino ancora oggi non lo ricordiate… daaaaai!

DOWN DOWN DOWN delle LOLLIPOP

Prodottino sopraffino questo, per qualcuna, ma mica per tutte. Ve le ricordate le Lollipop? Il primissimo esperimento di girlsband all’italiana, con tanto di reality a seguirne le audizioni e televoto per decretare le partecipanti. Dopo questa, orribile, canzone, il quintetto ha fatto ben poco: però una della mia età non ha potuto non amarle almeno un po’.

LA CANZONE DEL CAPITANO di DJ FRANCESCO

il nostro capitan uncino
Il nostro Capitan Uncino

Figlio d’arte, quel gran pezzo di maschio del Facchinetti si era messo a canticchiare in modo stonatissimo, un motivetto martellante: “… porta in alto la mano, segui il tuo capitano, muovi a tempo il bacino, sono il capitano uncino…”, con grande gioia di tutti i villaggi turistici, che si son trovati la sigla bella che pronta!

T’APPARTENGO di AMBRA

Prima di diventare l’attrice che conoscono le ventenni, la Ambrona era la spigliatissima conduttrice di un programma per il quale oggi si verrebbe inchiodati per pedofilia, “Non è la Rai”, il quale era un gioioso siparietto di intrattenimento, tra cosce scoperte come gli ombelichi, giovanissimi sorrisi a 392 denti, balletti, canzoncine e giochini idioti. A parte sapere che molti maschietti hanno rischiato la cecità con le ragazze di Non è la Rai, a noi è rimasto perenne monito questa canzone oscena e vibrante e sarebbe un peccato mortale non citarla!

50 SPECIAL dei LUNAPOP

i contenuti del libretto del cd
I contenuti del libretto del cd

Chiudo la sessione ricordi musicali con il buon Cesare e i suoi, che con l’album Squerez hanno decisamente conquistato tutta l’Italia: poi si sono sciolti. E’ rimasto il pregevolissimo Cesare, uno dei nostri più talentuosi cantautori, e uno sfattissimo Ballo che suona e appare nelle foto Instagram sempre meno ortodosso e brillante, ma tutto il resto della band si è dato alla vita vera, oltre i riflettori, con sommo dispiacere dei puristi del genere cazzone, come la sottoscritta!