Mamma Gemelli: le cinque verità che conoscono solo i loro figli

 

Se c’è una cosa che mi ha letteralmente sconvolto ultimamente è stato il buco nero che mia figlia ha lasciato andando in vacanza senza di me. In realtà questa cosa succede ogni anno: ogni inizio luglio, lei bella bella si carica vestitini e Barbie, acchiappa la nonna paterna e se ne va in Sardegna almeno per quattordici giorni.
Di solito, almeno fino allo scorso anno, devo ammettere che almeno virtualmente io a mia figlia la lanciavo proprio su quel traghetto; gonfia del fatto che sarebbe stata meglio dentro l’acqua cristallina anziché saltellante su strade asfaltate; la sensazione di poter fare come mi pareva per due settimane, mi ha sempre suscitato adrenalina pura.

Ovviamente poi dei mille progetti che mi ficcavo nella testa non facevo nulla e dormivo, ma questa è un’altra storia.

Qui voglio parlare del fatto che questa nana ormai muove costantemente gli umori della sottoscritta, reinventando ogni giorno la mia genitorialità e il mio modo di stare al mondo. E lo fa pure quando non c’è!

Allora poi questo cosa comporta? Che io, nel bel mezzo della mia vacanza, piena di illusorie aspettative adolescenziali, io mi debba anche mettere là e provare un’autoanalisi spiccia e dalle disastrose conseguenze.

Tipo il sommo confronto tra me e i segni zodiacali.

Ora io sono una Gemelli e non ho manco capito che cosa voglia dire avere un ascendente.

A me ancora mi viene un colpo alla cervicale quando mi chiedono “di che segno sei” e io rispondo “gemelli!” e loro “ah, beh ovvio, ecco perché?”.

Io non capisco ne quell'”ovvio” ne quell'”ecco perché”, però credo di aver capito che una persona sotto il segno dei Gemelli sia:

-piena di doppie personalità
-geniale
-estroversa
-pigra
-testarda

e credo basta altrimenti comincio a fare un elenco di tutti quei pseudo difetti, che quando li nomini in realtà poi si trasformano in grandissimi pregi. Tipo “sono troppo buona”.

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Hsiao Ron Cheng

Comunque questa cosa dei segni zodiacali mi ha fatto riflettere, perché da quando Margherita è partita, fondamentalmente ho più tempo per fare ciò che mi piace di più nella vita, ovvero costruire pipponi mentali ineguagliabili. E da qui è stato un attimo portare tale “studio” da la semplice persona regolata dagli astri, a una lettura riguardante più il ruolo di tale persona nella propria genitorialità. Praticamente mi sono fomentata nel cercare di capire in cinque mosse come si può sintetizzare una mamma gemelli, ovvero me.

ECCESSIVA BIPOLARITA’ EMOTIVA (lacrime)

Una mamma Gemelli può farti ridere da morire, essere gentile, sicura di se, una mamma protettrice e vincente, per poi guardare magari il gioco dei pacchi su Rai 1 e morire affogata dalle sue stesse lacrime. Può risolvere con fiera freddezza un problema insormontabile e poi ari-piangere e cadere in uno stato semi catatonico se le si brucia il sugo. Cioè questa cosa del pianto è una specie di secondo uomo di acqua dentro una mamma gemelli. Un ometto molto curioso, che non appena succede qualcosa di stranamente interessante per lui, questo lui fuoriesce senza ritegno nE vergogna, riportando la sua amata custodia corporea fatta di una mamma al pari di una ragazzina con la febbre a 38° di quattro anni.

QUESTA CASA E’ UN ALBERGO (ve ne prego)

Se un Gemelli non riesce a rimanere solo per più di 27 secondi netti, per una mamma le cose si complicano ancora di più. Eh sì perché qui sei genitore e come genitore hai di solito un sacco di rotture di palle da seguire, quindi questa cosa di rimanere da soli viene dimenticata per poi riaffiorare tipo alle nove e mezza di sera quando tutti o dormono o si fanno gli affari loro. Ed è per questo che una brava mamma Gemelli come minimo almeno due volte a settimana ha gente a cena. A lei non interessa se sono amici dei figli, amici propri, dinosauri o manichini. Lei DEVE avere attorno a se ombre con cui parlare.

NARCOLESSIA

Io spero che sia una caratteristica dei Gemelli, altrimenti non riuscirei a spiegarmi la continua e ossessiva voglia che ho nel dormire ovunque, pure in piedi. Quindi ditemi di sì, passo alla prossima.

ATTACCAMENTO MATERNO INESISTENTE (o quasi)

Allora mi spiego meglio. Noi mamme Gemelli amiamo alla follia i nostri figli, ma averceli attaccati alla coscia anche no. Se non sono con noi non li chiamiamo dodici volte, se dobbiamo uscire una sera e la baby sitter è nuova usciamo lo stesso, se possiamo allungare l’orario scolastico lo facciamo immediatamente; non siamo molto solite raccontare favole per quaranta minuti la sera prima andare a letto e non interveniamo nella crescita dei nostri figli con inutili interventi emozionali. Sono dei bimbi, i nostri bimbi per i quali possiamo alle volte diventare leonesse, ma sempre uguali ad altri bimbi sono e saranno poi. Viaggiamo parallelamente scoprendo umilmente in che cosa consisterà viaggiare con loro.

RUOLI FISSI-REGOLE CHIARE (ma col sorriso)

Se c’è una cosa che dà un fastidio atroce ad un Gemelli è essere preso per un clown. Questo accade il più delle volte: lo conosci, lui subito probabilmente ti metterà a tuo agio e se da lui ti viene offerto un dito di gentilezza, automaticamente tu ti prenderai tutto il suo braccio. Questa faccenda che più sei alla mano e meno serio sei, è una delle caratteristiche che più viene nascosta da una mamma Gemelli. Sono cazzone come amiche, con i bambini saranno svizzere e severe. L’idea infatti di essere moralmente sbranate dai propri figli, pirati e ladri di gentilezze altrui, fa sì che la mamma sotto il segno dei Gemelli possa alle volte, e in particolare in pubblico, essere anche una gran rompi coglioni. I ruoli sono netti e definiti, se dice NO è e sarà per sempre no per quella cosa. Non esistono punizioni, ma pipponi infiniti su cosa è giusto e cosa è sbagliato, ma discorsi talmente lunghi che sicuro questi poveri figli sono buoni solo per non sorbirsi un’ora di insegnamenti scanditi da figure retoriche improbabili. La cosa bella però è che tutto, almeno davanti al bambino, viene fatto col sorriso. Non esiste che una madre Gemelli possa affrontare un percorso di crescita con suo figlio senza sorridere costantemente.

Per ora la mia autoanalisi che sto sul lettino, poi mi alzo e mi metto sulla poltrona e poi mi rialzo e mi stendo sul lettino e via all’infinito, mi ha fatto capire questo.

Forse dovrei andare da uno vero.

Intanto dormo.

di Elisa Giani