Il bambino che mangiava le cime di rape

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Spesso mi vengono fatti complimenti per quanto Alessandro, mio figlio di due anni, sia bravo nel mangiare a tavola.

“Ma come fai a fargli mangiare le cime di rape?” o ancora “ma che bravo, quasi non si sporca!”.

Allora, innanzi tutto devo dire che per quanto riguarda il non sporcarsi e l’essere composto a tavola, gran parte del merito va alle maestre del nido! (diamo a Cesare quel che è di Cesare sù).

Però per quanto concerne le abitudini alimentari, beh lì i meriti vanno alla sottoscritta e al babbo!

Come abbiamo fatto ad insegnare ad Alessandro a mangiare “quasi” tutto?

Prima di tutto noi NON proponiamo alternative a quello che c’è in tavola durante il pasto. Ad esempio, quando metto il piatto a tavola, davanti ad Alessandro, spesso lui A PRIORI dice: “NON LO BOLLIO!” (aka non lo voglio).

Ma lo dice solo per fare il capriccioso, non perché non vuole veramente mangiare. Quindi noi cosa facciamo? Gli diciamo, tranquillamente, che se non mangia quello che ha nel piatto non mangerà nient’altro (dato che il cibo che gli offriamo è più che buono), oppure gli diciamo che lo mangeremo noi (lui è gelosissimo delle sue cose) quindi 99 su 100, un minuto dopo, sta divorando il suo pasto.

Sicuramente il fatto di proporgli diversi alimenti in un unico piatto aiuta molto.

piatto(seitan saltato in padella con carote, patate al forno e bruschette integrali con sopra hummus di ceci)

I bambini sono molto curiosi e amano poter scegliere cosa e quanto mangiare. Ovviamente non  gli faccio il menù tris ad ogni pasto, spesso se magari faccio un buon risotto di verdure magari poi mangia qualcos’altro come secondo, se ha ancora fame, e della frutta, ma quando riesco, mi piace fargli dei piatti misti che magari comprendono una verdura, dei legumi o del formaggio fresco, del pane e poi frutta.

Il segreto sta nel proporre, in continuazione, con costanza e senza stancarsi, dei cibi “giusti” e non accontentare i loro capricci, dandogli magari dei cibi spazzatura o poco sani, solo per la gioia di vederli mangiare.

Esempio: abbiamo abituato Alessandro che a merenda si mangia quasi sempre frutta o yogurt, e se gli si propone da una parte della cioccolata e dall’altra una banana, molto probabilmente lui sceglierà la banana.

frutta

Ovviamente non sono nazi e capita che delle volte mangia una brioche o la torta fatta dalla nonna, ma la stragrande maggioranza delle volte la sua merenda è costituita da frutta.

Per quanto riguarda determinate verdure, magari con una forma non troppo semplice da “maneggiare” (come ad esempio gli spinaci, le cime di rape o i broccoli) ho trovato davvero molto molto utile semplicemente FRULLARLI e preparare una pasta con cime di rape, appunto frullate (tipo pesto) oppure gli spinaci, li frullo e ci faccio una torta salata.

Infatti molto spesso mangiamo orecchiette con crema di cime di rape (maronna benedetta)… e non vi dico la bontà… è forse ancora meglio che mangiare le cime di rape intere perché la cremina si amalgama bene con la pasta.

I legumi sono un cibo che Alessandro ama davvero molto e spesso glieli unisco al riso oppure li utilizzo per fare delle polpette al forno. Una ricetta nella quale vado forte sono le polpette di lenticchie. A tal proposito potete trovare la ricetta delle mie polpette di lenticchie vegan sul mio blog QUI.

Insomma, la maggior parte della responsabilità delle abitudini alimentari dei nostri figli, mi spiace dirlo, ma ce l’abbiamo noi genitori. Poi è ovvio che ogni bambino ha il suo carattere e soprattutto ogni bambino HA LE SUE PATURNIE!

Alessandro è un bambino molto capriccioso per molti aspetti, ma sul cibo devo ammettere che è davvero molto molto bravo (anche lui però spesso si impunta e fa i capricci pure sul cibo eh).

E i vostri figli? Che rapporto hanno con il cibo?

Sono curiosa, fatemelo sapere!

Baci baci
Momoko