Perché non bisogna avere amici che soffrono di ortoressia?

8 motivi per i quali "chi, quello no" dev'essere bandito dalle nostre frequentazioni

 

La cosa folle è che le persone non si rendono conto di quanto sono rimaste fuori.
No, non è un’invettiva pura e semplice contro il genere umano, [anche se non avrei tutti i torti a diramarla…] trattasi piuttosto della considerazione utile più ragionevole al pensiero che nel 2016 esista una cosa chiamata ORTORESSIA.
E che cos’è, Chiederete giustamente, pensando a una vostra lacuna, o all’ennesimo tentativo di infarto da parte dell’accademia della Crusca che inventa parole delle quali avremmo fatto serenamente a meno.

ma si può vivere facendo sempre e solo la cosa giusta?
ma si può vivere facendo sempre e solo la cosa giusta?

Trattasi di una patologia che, secondo quei sapientoni del ministero della Salute, affligge le persone che del “biologico”/ “non trattato”/ “gluten free”/ “vegano”/ “no carbo”/ “no grassi”/ “no gusto”, hanno fatto la propria ossessione personale, tale da incidere sul vivere quotidiano, sulla vita sociale, e pure la salute!

Non è una cosetta così da niente-niente, perché pare che a soffrirne sia una persona su 10, mica poche…

Che poi, a ben pensarci, io sono quasi del tutto certa che, pure tu che leggi, hai già bello che in mente, almeno due amici che sfracassano i maroni per cosa mangi, per come lo mangi e per quale motivo lo mangi… o sbaglio?

 

Senza addentrarci troppo nelle complicanze mediche di questo subdolo e malefico disturbo, entrato a pieno titolo nelle sintomatologie alimentari come bulimia e anoressia, vediamo di guardarci un po’ dentro, con leggerezza certo, ma anche con un occhietto critico…
quindi, perché non bisogna avere amici/partner che soffrono di ortoressia?

1- Quella che si prepara il pane in casa, che non si sa mai

normale espressione dopo aver assaggiato "quel" pane
Normale espressione dopo aver assaggiato “quel” pane

Lei vuole sapere cos’è quello che mangia, sempre, quindi ti invita a cena e trovi sulla tavola non quelle belle pagnotte invitanti che fotografano le foodblogger quando hanno il lievito madre che sfregola, ma una specie di montagnetta rinsecchita, che non ha nemmeno il profumo o il retrogusto del pane vero, quello che trovi dal fornaio. Però glutine e sale non ci sono e manco il sapore!

2- Quello che si è fatto l’orto sul terrazzo e pensa da se alla sua porzione di verdura giornaliera

...ma quand'è che la verdura ha iniziato a piacerci tanto?
Ma quand’è che la verdura ha iniziato a piacerci tanto?

Mangiando il risultato dello smog della superstrada che si erge appena qualche chilometro al di là del suddetto terrazzo, lasciando la tenera insalatina di un verde marcio, invitante come un calcio nelle gonadi.

3- Quella che ha bandito il glutine e si sente leggerissima

...se devono venirti le tue cose non c'è glutine che possa mancare!
Se devono venirti le tue cose non c’è glutine che possa mancare!

d ha delle occhiaia spaventose, un colorito moribondo e sotto ciclo è più irritabile di Crudelia De Mon a un raduno di animalisti. Che, ragazze mie, Pan di stelle e Ringo non sono solo grassi e cose schifose, sono anche il salvagente indispensabile per il nostro stato emotivo!

4- Quello che se non è a km 0 non è da considerarsi

...ma quello ancora le nostre uova vuole? ma non c'è un supermercato dove vive?
Ma quello ancora le nostre uova vuole? Ma non c’è un supermercato dove vive?

A casa rende la vita un inferno tra uova delle galline del suo amico contadino e pesce da allevamento a impatto zero, poi se ne va in vacanza a Capri e si fa servire il capriolo al salmì…

5- Quella che ha detto stop all’alimento confezionato

io dico NO al confezionamento...
Io dico NO al confezionamento…

E naturalmente fa la mantenuta e non ha figli, perché io mi domando e chiedo come possa, una povera crista, lavorare e avere il tempo, tutti i benedetti giorni, di occuparsi di cose come “la crostata fresca per la colazione” o dello yogurt cagliato per fare il formaggino… dai cacchio!

6- Quello che l’hamburger di ceci e curcuma è meglio di quello tradizionale, strapieno di grassi inutili

..quasi non si capisce che è vegetale...
Quasi non si capisce che è vegetale…

E buoni. Inutili, ma buoni. Perché posso credervi quando dite che vi sentite meglio, che il vostro karma privo di carcasse animali nello stomaco si è innalzato, che la qualità del vostro tratto digestivo è ottimale… ma in bocca, sulle papille gustative, dentro le fauci affamate, cioè volete dirmi che è lo stesso? E io sono Marina Ripa di Meana!

7- Quella che vi raggiunge dopo cena perché preferisce mangiare a casa

...ho fatto proprio bene a starmene a casa da sola...
Ho fatto proprio bene a starmene a casa da sola…

La cosa alla lunga scassa le balle! Perché lei ha tutti i diritti del mondo a voler analizzare ogni elemento nutritivo che entra dentro di lei, cucinandolo nel modo migliore, con le basse temperature più temperate che ci siano, ma io ho il dovere di mandarla a quel paese, al terzo rifiuto di cena, perché chissà cosa ci sarà nel pesce dell’all you can eat jappo!

8- Quelle che al supermercato si svenano

maledetta etichetta, dimmi i tuoi segreti!
Maledetta etichetta, dimmi i tuoi segreti!

Manco fosse il dottor Watson, l’ossessionata spulcia le etichette con meticolosità certosina, instancabile e fiera di se quando scopre di aver messo nel carrello lo 0,01 % di grassi; è soddisfatta davanti all’attonito sguardo dei macellai, che le consegnano le cartelle d’origine di provenienza della bistecca, ed esultante quando percepisce la minuscola quantità di conservanti a cui dovrà far fronte. Poi piange in macchina da sola, al buio, affamata, perché ha comprato una striminzita borsina con dentro 3 yogurt, due fette di carne e 4 asparagi a km zero e ha speso 55 euro… e anche questo mese, niente estetista!

Ragazzi e ragazze, che si debba avere un regime controllato e intelligente è vero, che si mangia per vivere e non il contrario anche, ma che essere come qui sopra descritto sia male è vero altresì.

La vita è una, vogliamo davvero che abbia il sapore della quinoa?