Quando la madre va in vacanza. Ovvero vomita

La verità, vi prego, sull'amore e le malattie di una giovane madre single

 

Sarò brevissima perché anche scrivere per me in questi giorni è come parlare e ora come ora parlare per me vuol dire vomitare.
Non stavo così male da circa otto anni e di più, quando incinta e giovane e carina me ne sono stata a letto per tre giorni con il medico curante a disposizione, un marito, una madre, zero figli extra e un lavoro a progetto appena concluso.
Ora mi sono ritrovata di notte da sola con la mia nuova amica tazza del cesso (l’ho chiamata Mafalda) e la consapevolezza che avrei dovuto organizzare la vita mia e di mia figlia anche a costo del conato.

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Izziyana Suhaimi Embroidered

Come prima cosa ho mandato un messaggio a mia madre disperatissimo tipo “sto male, ti prego aiutami“, un messaggio del genere può farti pensare a qualsiasi cosa, pure a un bel suicidio. E quale mamma con altri sette figli e una casa da gestire, che pensa che ormai sei grande e quindi totalmente autonoma, davanti a un suicidio non viene? Infatti è venuta alle otto meno un quarto, è stata capace di portare anche il mio unico maschio alfa, ovvero mio padre, di siringone munito per cercare questo mio avanzare eraclideo intestinale.

Da lì, dopo essersi accorta che proprio non mi volevo suicidare, ma solo riappropriarmi di una certa “serenità fisica”, ha deciso di rimanere a casa con me. Ha sistemato casa, ha messo a posto la cucina, è andata a fare la spesa e ha tranquillizzato tutta la mattina Margherita con amorevoli frasi del tipo “amore, sì, te lo giuro, mamma non sta morendo, anche se dice che vuole un arcobaleno, non sta morendo” [dell’affare dell’arcobaleno chiedete a loro due, io non ricordo nulla]; e mentre il mio delirio stava cominciando a scemare, mi sono messa a riflettere su questa cosa qua:

ma allora una madre deve arrivare a vomitare l’anima per fermarsi un secondo?

E’ mai possibile che “beh dai, almeno ti stai riposando” sia riferito a noi e per noi solo ed esclusivamente quando il nostro corpo decide di non funzionare più? E’ giusto sentirsi con la coscienza a posto solo quando stai allo stremo delle forze, altrimenti anche il week end più stupido, ma solo tuo, diventa oggetto di vergogna?

E’ mai possibile però che per rimanere a letto io, dall’altra parte debba diventare la segretaria di me stessa?

Perché un conto quella santa donna che è mia madre, ma esiste anche l’altra, che è meno donna, ma pur sempre mia, ovvero la figlia.

Quindi:

– capisci, se vuole andare a scuola, chi la porta a scuola, ok è arrivata mia madre, dai Mina vai a scuola, no ti giuro che non muoio, ok, fa come ti pare, io vomito.

– capisci il pomeriggio con chi può andare a nuoto perchè quellasantadimiamadre non può e allora chiami quellasantadellaamicatua e riesci a organizzare tutto e poi lei ti dice “amica lasciami Marghe a dormire così ti levi il casino di organizzare stasera e domani mattina”, “ok, sì grazie, sei la seconda in un giorno che mi aiuta, sono emozionata, vomito.

– capisci che in tutto questo devi anche chiamare il medico che ti dice “stia a casa buona buona senza alcun tipo di sforzo, se è sola le lascio il numero per qualsiasi cosa” “ok, signor medico, grazie, vomito”

Perchè la gente non è così premurosa anche quando una mamma sta mediamente bene?

Non dico che debbano fare cose che devo fare io, ma vi giuro, è come se oggi, primo giorno di mezza piccola ripresa, io fossi felice per aver vomitato, per aver trovato le mie persone care tutte accanto a me, per una mattinata intera o solo grazie a una telefonata. Perché sostanzialmente il mondo si è un pochino fermato, la gente ha visto che si era creata una piccola falla e allora rimedia e fa il possibile. Ma allora E’ POSSIBILE.

Possibile aiutarsi, venirsi incontro e mandare un messaggio in più.

Perché io non vorrei essere me stessa o riposata solo grazie un’ influenza intestinale, vorrei mischiare le mie emozioni con la gente che amo ogni giorno, ogni minuto. Forse comincio a soffrire della sindrome “aiutateme che so stanca“, ma non credo, amo la mia vita e tutti gli incastri di cui è fatta, ma a volte qualcosa, qualcuno cede, e, quando siamo noi madri, sembra che ceda il mondo intero.

Ho appena scritto la banalità più gigante del mondo, solo che ahimè è anche la pura verità.

L’ultima volta potevo stare male quanto volevo, ora non più. Ora con le vertigini gestisci una casa un lavoro e una figlia. Ma tutto questo ovviamente non sarei riuscita a farlo da sola se non avessi, da sana, amato le persone che mi stanno accanto.

Per questo vi dico: amate e rispettate, perché il vomito è dietro l’angolo, il vomito è nemico e non guarda in faccia a nessuno, neanche ai vostri figli.