Quando passo le vecchiette mi fanno la ola

Come la gravidanza [prima] e il nenonato [poi] aumentano le chiacchiere e le attenzioni meglio di un social network.

Dopo il mio folgorante esordio su queste pagine da quasi mamma mi sono trasformata in mamma a tempo pieno.
Solo ora, a distanza di un mese, da quando virgola mi lascia un paio di ore d’aria fra un suo spuntino e l’altro, sono riuscita a ricordare che tipo di vita avevo prima che venisse al mondo.
Lui è nato alle 17.29, e quando una manciata di ore dopo mi hanno lasciata da sola ad affrontare la prima notte, mi sono detta che erano un bel po’ incoscienti tutti quanti a lasciare un esserino bisognoso di cure, e senza istruzioni, ad una che non aveva mai visto un neonato in vita sua.

I successivi 15 giorni sono stati come una discesa di rafting: parti equipaggiata di tutto punto credendo di essere pronta e a nervi saldi incominci a pagaiare, e in effetti il primo tratto è veramente tranquillo. Ma poi inizia lo slalom fra le rocce sporgenti, e poi giù veloce verso le rapide, e poi di nuovo tiri fiato, ma solo un po’! che poi rispuntano le rocce e giù di nuovo verso altre cascate … insomma non bisogna mai abbassare la guardia. E si arriva in fondo davvero stremate.
Dopo solo 15 giorni però mi sono fatta coraggio e sono uscita a fare un giro dell’isolato. E quel primo gelato gustato mentre il nano, cullato dai marciapiedi dissestati, se la dormiva della grossa, ha avuto il sapore della conquista.

Sono stata fuori poco più di un’ora e l’ho dovuto riportare a casa di corsa mentre piangeva disperato dalla fame…ma solo perché non avevo nessuna intenzione di allattarlo su una panchina del parco. Già, sono una mamma fortunata, con tanto latte e molto sostanzioso.
I vantaggi dell’allattamento materno sono noti a tutte: sempre pronto, alla giusta temperatura, senza sterilizzare nulla. Senza considerare il vantaggio economico.
Quindi nonostante quando esco mi vesto comoda per nutrire il pupo ovunque mi trovi, continuo a non trovarmi a mio agio a mettere fuori il self-service in pubblico.

Ma non mi arrendo. Quando esco stiamo bene entrambi, e quando passo mi sento sul red carpet, con la maggior parte delle persone che buttano un occhio nella carrozzina, sorridono al nostro passaggio, si fermano a chiacchierare e a fare complimenti.

Ovviamente più al pupo che a me. Ma meglio così. Ché il tempo di truccarmi, quello ancora non l’ho trovato…anche se ho scoperto che il mio miglior trucco è proprio il mio bambino.