Quello che i genitori dicono…

 

Quando siamo piccoli, i nostri genitori, per farci smettere di essere terribilmente spacca-balle, solitamente ci mettono al muro con 3 parole terrificanti e perentorie: “NON FARTI RICONOSCERE”, solitamente seguite da un’occhiataccia… nella più rosea delle previsioni.
Il baby cervello dell’infante, cattura l’informazione e capta la vaga minaccia intrinseca e smette subito l’azione molesta, con vago senso di colpa e vaghissimo terrore atavico.
Quindi, la generazione che ne consegue è di soggetti anonimi e pecoroni, portati a pensare che la massa se la cavi mille volte meglio del singolo, impegnato a tratteggiare la propria personalità con sprezzo del pericolo.

E questo è quello che ho sempre pensato io in relazione della tremebonda frase a effetto…

In verità penso ce lo si sia sentito dire tutti noi e non credo che, genericamente, sia stato un olocausto di libera interpretazione dell’esistenza, ma penso sia comunque una cosa da NON dire ai bambini.

...chiamate un'esorcista!
Chiamate un’esorcista!

No, non sono una di quelle libertine tetta al vento, che allattano dove capita, che fanno vagare i figlioli per il bar in cerca di altri tavoli da depredare o che non mettono in castigo, ma spiegano; tuttavia, ho comunque la strenua convinzione che il bambino debba essere portato a dimostrare anche un certo egocentrismo, se esso fa parte di lui.

Ergo, ben venga il FARSI RICONOSCERE.

mamma, la sgridi o la elogi? potrebbe essere una novella Artemisia Gentileschi!
Mamma, la sgridi o la elogi? Potrebbe essere una novella Artemisia Gentileschi!

Sempre.

Che la vita è decisamente troppo breve e irta di cose brutte per restare anonimi…

Comunque questa riflessione ne ha portata un’altra, più ad ampio spettro, riguardo alle frasi storiche che ci siamo sentiti dire dai nostri genitori, dagli 0 ai 15 anni, e che a distanza di molto tempo ancora ricordo. Con un misto di incrollabile tenerezza e di nervosismo postumo e che, sinceramente, mi fanno apprezzare lo sporco lavoro del genitore, che qualcuno lo deve pur fare!

“MA CHI E’ QUESTO BEL BAMBINO? CHI E’ IL BAMBINO PIU’ BELLO DEL MONDO? DI CHI E’ QUESTO BEL MUSINO BELLO?

 

Rigorosamente letto con la voce da idiota e la faccia da babbeo, questo fraseggio fatto all’infante, maschio in particolar modo, preclude ogni possibile buon rapporto con donne future, specialmente se viene ripetuto fino ai 25 anni [cosa non così rara], perché, andiamo…. quale altra donna, fatta eccezione per vostra madre, vi dirà mai tali cose?

“E’ INTELLIGENTE MA NON SI APPLICA”

...ma potenzialmente è un genio...
Ma potenzialmente è un genio…

Anche senza contestualizzarla, voi avete bene in mente quell’insegnante che lo dice a vostra madre, per circa 5 anni di fila, più tre di medie, più in media altri cinque di superiori… Siamo tutti dei fottuti Einstein, ma le nostre potenzialità sono azzerate dal fatto che preferiamo cazzeggiare un po’… ca va sans dire?

“E SE LUI SI BUTTA NEL POZZO TU LO SEGUI?”

Stupidissima domanda che pone ogni madre, quando scopre che il figlio ha seguito il leader della banda in una gincana emozionante sulla riva di un fiume. In un campo ROM. Alle dieci di sera.

“NON MI INTERESSA COSA FA LA TUA AMICA, TU A BALLARE NON CI VAI!”

...io ti odio, e poi ti amo, e poi ti amo, e poi ti odio...
Io ti odio, e poi ti amo, e poi ti amo, e poi ti odio…

Il nervosismo che sale quando, la domenica pomeriggio, TUTTE andavano a ballare, tranne te. E non solo: i genitori si accordavano anche per venirle a prendere a turno! Che genitori crudeli ho avuto io, che mi hanno fatto godere la discoteca a vent’anni, quando le altre ne erano già praticamente sature…

“QUANDO TU ANDAVI A SCUOLA, IO TORNAVO GIA’ INDIETRO BELLA MIA!”

E tu che pensavi di aver attuato il piano perfetto, cose che nemmeno Eva Kant avrebbe potuto vantare, ti sei fatta stanare come l’ultima degli allocchi e non ti capaciti che quel rimba di tuo papà ci sia arrivato così, come se nulla fosse.

“PRIMA O POI LO CAPIRAI, CHE LO FACCIAMO PER IL TUO BENE”

...con il papà è lotta eterna, ma quanto è bella...
Con il papà è lotta eterna, ma quanto è bella…

Sì, sì, come no, intanto però tutti lo fanno [… e qui entra in gioco la frase “Non mi interessa cosa fanno gli altri…”] e tu te ne stai al palo e devi anche ringraziare perché lo si fa per il tuo bene, ma vaffanbrodo. SPOILER: in realtà sì, è vero, poi lo si capisce.

di Alice Nember