San Valentino e i baci della storia dell’arte

Quando l'arte racconta l'amore

 

Romantico, tormentato, timido, passionale, segreto, mitologico, surreale, proibito, sacrilego: l’amore è da sempre la prima fonte di ispirazione che genera l’arte.
Ed è nel bacio che si cela sempre il mistero dell’amore.
“Un bacio, ma cos’è poi un bacio? Un giuramento un po’ più da vicino, una promessa più precisa, una confessione che cerca una conferma, un apostrofo roseo fra le parole t’amo, un segreto soffiato in bocca invece che all’orecchio, un frammento di eternità che ronza come l’ali d’un ape, un modo di respirarsi il cuore e di scambiarsi sulle labbra il sapore dell’anima!”. Cyrano de Bergerac

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Kiss by the window. Edvard Munch. 1892

Il genio norvegese Edvard Munch dipinge “Il bacio con la finestra”, opera blu, intensa e decentrata.

La coppia si bacia sulla destra del dipinto, contro ogni canone compositivo tradizionale, sospinta verso il margine del quadro,  in una stanza di fronte a una finestra. I due sembrano essere coperti dall’esterno con una tenda semi chiusa. Fuori uno scorcio di strada, alcuni locali illuminati e qualcuno che passeggia.

L’abbraccio è sensuale, ma non gioioso. I corpi sono avvolti su se stessi, indistinguibili l’uno dall’altro nell’oscurità, avvinghiati in una lotta, più che un contatto amoroso, in una passione struggente e malinconica tra desiderio di amore e paura di amare. Si percepisce furtività, fugacità, nostalgia, solitudine.

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Il Bacio. Gustav Klimt. 1907-08

Gustav Klimt non sapeva che avrebbe creato il quadro più abusato della storia dell’arte a tema “bacio”.

Subito dopo un viaggio a Ravenna dove è nato l’amore pazzo verso i mosaici dorati, Klimt dipinge un attimo passionale e privato, un universo a se stante di una coppia posta esattamente al centro del quadro. Le uniche parti dei corpi riconoscibili sono i volti, le braccia e le mani. Un tendaggio divinamente decorato avvolge i due come a proteggerli dal mondo esterno per l’eternità.

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Cardinale e Suora. Egon Schiele. 1912

Egon Schiele rappresenta un momento intimo tra un cardinale e una suora, il rosso e il nero. Il volto colpevole della suora è girato verso l’osservatore, mentre il cardinale mantiene lo sguardo fisso sulla donna. Nelle gambe e particolarmente nei piedi c’è tutta la sofferenza dell’autore. Schiele dipinge l’amore proibito, sacrilego e attacca chiaramente la società viennese e la bigotta e ipocrita classe borghese.

Birthday. Marc Chagall. 1915
Birthday. Marc Chagall. 1915

Non muoverti, resta dove sei. Non riesco a stare ferma. Ti sei gettato sulla tela che vibra sotto la tua mano. Intingi i pennelli. Il rosso, il blu, il bianco, il nero schizzano. Mi trascini nei fiotti di colore. Di colpo mi stacchi da terra, mentre tu prendi lo slancio con un piede, come se ti sentissi troppo stretto in questa piccola stanza. Ti innalzi, ti stiri, voli fino al soffitto. La tua testa si rovescia all’indietro e fai girare la mia. Mi sfiori l’orecchio e mormori…” scrive Bella Rosenfeld, moglie, musa e compagna di vita di Marc Chagall.

L’Amore qui è uno spaccato di felicità casalinga, di complicità di coppia, semplice e perfetta: una stanza colorata da un intreccio di tessuti, tendine, fiori, una torta di compleanno e due amanti sospesi nell’aria.

Il bacio. Pablo Picasso. 1925
Il bacio. Pablo Picasso. 1925

La passione e l’amore sono onnipresenti nella pittura di Pablo Picasso. Un amante incontenibile, fino a tarda età, Picasso si studia attraverso il suo rapporto con  le donne.

Il bacio è un quadro cubista, quindi le forme geometriche rappresentano i soggetti reali. Il risultato è una scomposizione del mondo dove il paesaggio perde importanza, ma ogni singola sfaccettatura acquisisce valore.

Un bacio nel caos di una situazione convulsa e poco comprensibile perché è un’esplosione di passione. In questo turbinio di sagome irregolari, si riconoscono forme di genitali che spingono la carica sessuale del dipinto. I due protagonisti hanno una sola bocca, che forse è altro, vicino a un naso, che è altro ancora.

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Les Amants. René Magritte. 1928

Le immagini vanno viste quali sono, amo le immagini il cui significato è sconosciuto poiché il significato della mente stessa è sconosciuto” Renée Magritte.

Magritte dipinge un bacio appassionato di volti coperti da una stoffa bianca.
L’intensità dell’immagine è nell’assenza dello sguardo, nell’incontro e nell’impossibilità di uno scambio.
Il tessuto è protagonista di questo amore e rappresenta l’ostacolo, il muro che divide e blocca la comunicazione della coppia. Un velo che elimina la contaminazione con l’altro. Un amore grande, ma muto che conosce solo il linguaggio del corpo. Un dolore atroce nell’essere così vicini, ma così lontani.

Heart. K. Haring. 1988
Heart. K. Haring. 1988

Keith Hading ha trascorso trentun’anni della sua vita ad abbattere barriere. Ha combattuto contro il perbenismo benpensante e per la libertà di essere e di esprimersi. Un genio innocente e spregiudicato, malizioso e puro, diabolico e angelico. I suoi omini senza faccia danzano nel palcoscenico della vita e si amano.

Senza razza né sesso sostengono insieme lo stesso Cuore rosso.

You don’t have to be rich
to be my girl
You don’t have to be cool
to rule my world
Ain’t no particular sign
I’m more compatible with
I just want your extra time
and your . . . kiss

Prince & The Revolution — “Kiss” (1986)