SUMMERmomTIME: i quattro tipi di vacanza di una mamma single

 

Le volte in cui passo la mia giornata serena, ma serena che sei calma, non pensi all’indomani, alle bollette, agli incastri, alla spesa, al lavoro, agli amici, al pantalone su Yoox, alla memoria breve e alla ceretta, sono pressochè inesistenti.
Questo ovviamente agevola una serie di enormi frustrazioni che poi io ripercuoto o su il mio compagno o sulle mie fidate amiche o sull’estate. Si perché almeno in estate ci sono fondamentalmente due cose che mi annebbiano leggermente le paranoie:

– il sole
– questa cosa che le serie tv d’amore sono finite e riprendono in autunno e io almeno dimentico

Quindi.

Partendo dal presupposto che io di base non ho tempo neanche per farmi una carezza da sola, ho però “scoperto” che di questa stessa situazione il mondo femminile è stracolmo di adepte. La cosa ancora più interessante che ho capito, è che siamo noi stesse alla fine a rimpinguarci di faccende affaccendate, sarà perché ci si annoia, sarà perché siamo delle idiote, fatto sta che arriviamo a fine anno che procediamo a carponi sulla strada della quotidianità, verso lidi almeno un po’ estivi.

Ecco perché mi piace l’estate, perché oltre al sole, oltre a ritornare sulla terraferma e smetterla di fingermi un chirurgo fico prima di andare a dormire ogni lunedì, io d’estate mi riposo in quattro modi diversi.

Mi spiego meglio. Una mamma classic, e per tipo classic intendo quelle mamme che fanno torte, si ricordano di andare agli appuntamenti con i professori dei figli, che stirano, le Classic, il modello base però avanzatissimo (e fortunatissimo), le mamme classic finita la scuola dei nani, prendono e partono per tre mesi all’insegna di una forzatissima convivenza con il proprio erede. Che culo diremmo noi, che palle dicono loro.

Oppure capita di incontrare la mamma professional, donna con i tacchi a spillo anche il tredici di agosto suo ultimo giorno di lavoro; notoriamente incazzata con il mondo per poi diventare una miciona zuccherosa davanti ai suoi figli, figli che non vede da venti giorni e per questo con il cuore crinato, ma in compenso con il capello, la mano, il piede e ogni cellula presente sul suo corpo perfettamente curata. Che culo diremmo noi. Che palle dicono loro (e ti dicono pure sei licenziato, se è il tuo capo).

E così via, praticamente l’estate è il fulcro del rosicamente femminile nei confronti dello stile di vita delle altre donne.

Chi si gode un terzo dell’anno al mare rosica delle madri che lavorano (quindi giustificate a stare lontano da quei mocciosi appiccicaticci) e chi lavora e di ferie ha tipo due ore e mezza rosica nel vedere le amiche allattare sotto un ombrellone al fresco delle sei del pomeriggio di Santa Severa.

Per non parlare delle mamme inside, ovvero quelle meravigliose creature novelle spose a cui ormai il cervello è andato totalmente in pappa. Ormai vogliono solo una cosa: partorire. A loro non frega se hanno due tette stellari o la totale libertà di dormire la domenica fino alle tre, mangiare e ri-dormire, loro vogliono solo complicarsi la vita, e il rosicamente lo si vede proprio mentre guardano noi, al mare, noi, con i ragazzini, sudate, brutte, loro perfette, col rossetto sul bagno asciuga, noi a fare quei cazzo di castelli di sabbia. Loro però rosicano, loro vogliono quello, ginocchia bloccate dentro sabbia e marmocchi.

E poi ci sono quelle come me. Single, ma mamme, ma fidanzate, ma che lavorano anche.

L’estate è il momento ideale per vivere ogni sfaccettatura di una vita del genere. Di solito ogni anno io ne vivo all’incirca quattro di momenti, tutti meravigliosi, tutti per me ormai importanti.

1) MAMMA A ROMA-FIGLIA AL MARE-FIDANZATO A ROMA 

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Sophie Griotto

Ovvero le due settimane che più aspetto dopo la fine della scuola di Margherita; ma non per niente, ma tra 34 saggi, 12 recite, 568 brevetti, canti di fine anno, oboi pure al contrario, ho proprio la necessità di bloccare l’animo materno e ritornare per un secondo a essere solo una ragazza di trentatre anni; questo comporta comunque il dover lavorare, sentire Margherita venti volte al giorno, raccontarle la favola della buona notte al telefono, ma anche vivere la giornata seguendo solo un unico flusso di coscienza, quello della pigrizia. Si torna a casa e si dorme, il sabato si dorme, invece di fare la spesa si dorme, si vede un film e si dorme, si va al mare con gli amici e si dorme tantissimo. Altra cosa è che ritorni a essere solo una fidanzata scema e pretenziosa, cosa che a me fa molto ridere, credo meno a chi mi gira intorno.

2) MAMMA AL MARE-FIGLIA AL MARE-FIDANZATO A ROMA

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Sophie Griotto

Ovvero il momento madre figlia relax. La parte più bella e divertente dell’estate; lei chiede chiede e basta e tu provi ad arrampicarti sugli specchi e speri di farcela. Poi la sera stremata però guardi in alto e vedi le stelle e lei è felice solo perché sta lì con te, perché a lei se la porti a Ponza o a Tagliacozzo non gliene frega nulla. La cosa importante è stare con la sua mamma.

3) MAMMA IN FERIE- FIGLIA COL PAPA’-FIDANZATO IN FERIE

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Sophie Griotto

Ovvero il momento più avventuroso. Dopo due settimane dove hai solo fatto la mamma impeccabile, quella che si sveglia alle otto e prepara l’insalata fredda, ora succede che torni quasi tu a essere la bimba curiosa. Sei tu che parti per un viaggio, con la coscienza a posto perché sai che tua figlia è col papà e tu pronta per esplorare. Due settimane totalmente diverse dalle precedenti, due settimane in cui concedi all’imprevisto di entrare a far parte del gioco, dove posi l’agenda e cerchi di dimenticare perché ogni giorno sei tesa. Due settimane dove costruisci meticolosamente il castello dei buoni propositi e spendi il tuo tempo solo a leggere. Due settimane dove sei tu che vieni protetta e non tu che devi avere antenne e artigli sempre all’erta.

4)MAMMA IN FERIE-FIGLIA COL PAPA’-FIDANZATO CON AMICI

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Sophie Griotto

Ovvero la pace dei sensi. Giorni così capitano veramente a poche donne e proprio per questo io in questo periodo mi sento la persona più ricca dell’universo. Nessuno, non ho nessuno a cui devo minimamente dare spiegazioni su ciò che farò o non farò quel determinato giorno. Di solito capita in agosto. Tutta Roma si riposa, gli unici pazzi che girano sono quattro turisti islandesi in preda alle allucinazioni. Io mi sveglio, scendo al bar, caffè, cornetto, giornale, doccia, computer, lavoricchio, mi riposo, mi rialzo, un giro in motorino, torno, una birra fredda. Tutto in silenzio. Tutto per me.

La cosa positiva è che se gestita bene, cosa che ovviamente non mi capita mai, questi quattro modi di vivere le vacanze potrebbero essere rigeneranti ogni volta per qualcosa di differente. Puoi riposare la tua parte più responsabile e far sfogare dall’altra parte quella più cretina; puoi affinare il tuo emisfero di dolcezza materna e subito dopo ampliare quello da avventuriera; sostanzialmente rimani sempre una sociopatica con mille sfaccettature, ma in un contesto di vacanza e riposo, almeno per un quarto delle tue competenze.

La cosa negativa?

Appena mi viene in mente continuo a scrivere.

P.S. Io amo Tagliacozzo.

 

 

di Elisa Giani