Tornare a viaggiare… e a fare la valigia!

Avere dei bambini piccoli non è una buona scusa per smettere di viaggiare, basta solo un po’ di organizzazione per non trasformare il viaggio in un incubo

 

Inizierò questo post scrivendo una cosa molto banale: odio fare le valigie prima di partire.
Prima di partire per le vacanze ho scoperto che questa frase era il leitmotiv conduttore delle bacheche di più della metà delle donne che seguo (o che conosco) su Facebook.
Ma io odio DAVVERO preparare le valigie, o meglio: adoro essere altrove ma prima di partire mi assale una specie di nostalgia, un sentimento così profondo di tristezza che a volte scoppio anche a piangere, o peggio, litigo di proposito con chiunque mi capiti a tiro solo per sfogarmi un po’.
Negli anni questa consapevolezza mi ha portato a preparare le valigie in modo fantasioso: qualche giorno prima della partenza scrivo su un bloc-notes quanti e quali giorni passerò fuori di casa, svuoto armadi e cassetti mettendo tutto sul letto, immagino in quali situazioni sarò o potrò essere coinvolta, e incomincio a fare abbinamenti e a contare (letteralmente) di quanti e quali outfit ho bisogno. Quest’anno si è aggiunta la valigia del pargolo da preparare e dopo aver riflettuto sul da farsi, ho agito da vera guerrigliera sul campo di battaglia. Perché un bambino di circa cinque mesi non ha bisogno di soli abiti, abbinati perfettamente a scarpe e borsa.
Una decina di giorni prima della data della partenza ho cominciato a stilare la lista delle cose di cui avrei avuto bisogno in vacanza, considerando i seguenti parametri:

  • siamo in pieno svezzamento
  • abbiamo scelto una vacanza al mare, optando per una casina in un villaggio turistico
  • durata: una settimana

Sono saltati fuori due fogli di roba, che condivido volentieri, e da cui poter prendere spunto.

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Poi ho preso una di quelle scatole in plastica con coperchio e ho cominciato a spuntare la lista, sistemando le cose mano a mano che le compravo. Mi sono ritrovata così con tutto pronto senza fare corse all’ultimo minuto, tutte le cose sistemate in un unico posto facili da portare in macchina, e arrivata in campeggio sapevo che le cose di Niccolò erano tutte nella scatola, a portata di mano, e non sparse in buste varie.

Come potete notare nella lista mancano i vestiti, ma considerata la velocità con cui si sporca e l’assoluta intenzione di non lavare nemmeno un paio di calzini, ho pensato bene di aprire l’armadio del nano e di prendere TUTTI i suoi vestiti e TUTTI i body a disposizione, considerata la loro misura non hanno occupato tanto spazio.

Precisazione: L’Eddie in cima alla lista è il nostro gatto, che non è venuto in vacanza con noi, ma che abbiamo portato in una pensione, come tutti gli anni.

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