Carlo Cracco sul plexiglas nei ristoranti: “piuttosto chiudo”

Carlo Cracco commenta l'ipotesi di inserire il plexiglas nei ristoranti, il noto chef stellato non sembra averla presa bene: "piuttosto chiudo", ha commentato

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Il noto chef stellato Carlo Cracco ha rilasciato un’intervista spiegando cosa ne pensa dell’emergenza che, inevitabilmente, sta travolgendo anche la ristorazione, in particolare l’uomo si è esposto sul tema “plexiglas tra i tavoli” quando si riapriranno i ristoranti

Durante la trasmissione radiofonica di Radio Uno, “Un giorno da Pecora”, lo chef ha commentato l’ultimo plexiglas facendo riferimento anche alla sua attività: “Forse qualcosa in più si poteva fare, ognugno di noi ha i propri desideri, più che altro tornare alla normalità, però bisogna anche seguire quelle che sono le disposizioni”

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Con questo post desidero ringraziare di cuore tutte le persone che in questi giorni stanno facendo nel loro piccolo la loro parte. Ho ricevuto molti messaggi, ma quello che mi sento di dire è che quello che ho fatto è solo un piccolo contributo, un modo per rendermi utile, per dare un servizio dignitoso alle persone che stanno lavorando e stanno facendo sacrifici per tutti noi. Accanto a me ho avuto il mio prezioso staff, che da subito si è reso disponibile, e tante aziende che hanno voluto contribuire mandandoci ingredienti e materie prime. Il contributo di tutti è fondamentale e in questo periodo ho scoperto un’umanità, una solidarietà e un senso civico che mi auguro rimanga in ognuno di noi non solo ora, ma sempre. Grazie @pastificio_felicetti @riserva_san_massimo @fruttetocasagrande @deangelisfood @egalite_milano @sanpellegrino_official @il_chicco_del_mulino @uovadimontagna @valrhona_italia @longinocardenal @parmigianoreggiano @olio_daniele_mazzitelli @farinapetra @_frulla_ @andreaprovenzanichef #marr #macelleriaoberto #itinere #ideanatura

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E anche sul plexiglass nei ristoranti lo chef non ha dubbi: “Plexiglass no, piuttosto chiudo. Credo che più che altro il problema non sia quello delle distanze, il problema principale è quello di poter lavorare in sicurezza”

Lo chef veneto ha anche spiegato che lui stesso si sta attrezzando per poter sottoporre i dipendenti ad un tampone istantaneo per lavorare nel massimo della sicurezza:

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“Se non fotografiamo mai questa situazione non l’avremo mai. Poi andrà fatto di nuovo, un po’ come gli esami del sangue. Se uno è positivo viene tenuto fuori, chi è negativo può tornare al lavoro”

Un altro cambiamento che metterà in atto non appena potrà riaprire sarà sicuramente la riduzione dei tavoli e quindi dei coperti all’interno del locale che ricordiamo si trova in Galleria Vittorio Emanuele II di Milano

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“Non vedo altre barriere che si possano frapporre tra cliente e personale. Già sarà una situazione strana, perché la voglia di andare al ristorante non sarà tantissima. Stiamo venendo fuori da una guerra. Il problema principale lo vedo sul lato economico non so quanti avranno voglia e possibilità di tornare ai ristoranti come prima. Bollicine per tutti, mangiare non ne abbiamo bisogno, abbiamo mangiato fin troppo”

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