Cottura a bagnomaria: com’è nata e chi l’ha inventata

 

Chi non conosce la cottura a bagnomaria? Questa indicazione, presente in tantissime ricette,  è di uso comune e nota anche a chi non fa lo chef di professione. Consiste nel mettere l’ingrediente da cucinare in un recipiente che viene poi immerso in un pentolino pieno d’acqua, messo a bollire sul fornello o in forno.

Almeno una volta nella vita avrete sciolto con questo metodo il cioccolato,  il caramello o fatto scongelare lentamente qualcosa.

Salame al cioccolato senza burro
Cioccolato sciolto a bagnomaria

La cottura a bagnomaria si chiama così, poichè riprende il nome della persona che l’ha inventata, ovvero Maria Prophetissa o Miriam la Profetess.  Di mestiere non faceva la cuoca, ma era filosofa e alchimista vissuta tra il I e III secolo d.C..

La cottura a bagnomaria deriva dunque da un suo “esperimento”, che era legato alla distillazione e sublimazione delle sostanze attraverso il calore, diffuso in maniera “dolce”.

 

di Marianna Feo