Slow food, significato e manifesto

Slow food, qual è il significato e quando è stato scritto il manifesto che parla del "mangiare in maniera più lenta" come nuovo stile di vita da adottare?

Slow Food, qual è il significato di queste due parole inglesi che si riferiscono a un movimento culturale internazionale? E qual è il manifesto? Lo sapete che ha più di 30 anni il manifesto di slow food? Si è soliti pensare che sia un concetto decisamente più moderno, ma in realtà il Gambero Rosso lo ha pensato già molti anni fa.

 

Slow Food, letteralmente, significa mangiare lento, con lentezza. Il movimento culturale internazionale è senza scopo di lucro ed è nato proprio in Italia, a Bra. Era il lontano 1986 e all’inizio il movimento si chiamava Arci Gola (riferendosi al classico acronimo ARCI – Associazione ricreativa culturale italiana, che si rifà all’associazionismo legato alla sinistra italiana).

L’obiettivo del movimento culturale fondato da Carlo Petrini è quello di promuovere il diritto a vivere l’alimentazione come un piacere. Un movimento in contrapposizione con il concetto di fast food, il cibo spazzatura, l’abitudine di mangiare velocemente e non godersi per niente piatti, ricette, materie prime e magari la compagnia dei commensali a tavola.

Slow food fa questo e molto altro, perché Slow Food si prefigge di difendere le tradizioni enogastronomiche, le tradizioni agricole, la biodiversità, la sovranità alimentare per combattere tutte le cattive abitudini che rovinano il settore in giro per il mondo.

 

Manifesto di Slow Food

Il manifesto di Slow Food è stato firmato il 10 dicembre 1989 all’Opéra-Comique di Parigi, quando è nato ufficialmente il movimento internazionale per la Difesa e il Diritto al Piacere. Delegati da ogni angolo del mondo hanno firmato un manifesto che contiene al suo interno tutta l’essenza di slow food.

Questo nostro secolo, nato e cresciuto sotto il segno della civiltà industriale, ha prima inventato la macchina e poi ne ha fatto il proprio modello di vita.
La velocità è diventata la nostra catena, tutti siamo in preda allo stesso virus: la vita veloce, che sconvolge le nostre abitudini, ci assale fin nelle nostre case, ci rinchiude a nutrirci nei fast food.
Ma l’uomo sapiens deve recuperare la sua saggezza e liberarsi dalla velocità che può ridurlo a una specie in via d’estinzione.
Perciò, contro la follia universale della “fast life”, bisogna scegliere la difesa del tranquillo piacere materiale.
Contro coloro, e sono i più, che confondono l’efficienza con la frenesia, proponiamo il vaccino di un’adeguata porzione di piaceri sensuali assicurati, da praticarsi in lento e prolungato godimento.
Iniziamo proprio a tavola con lo Slow Food, contro l’appiattimento del fast food riscopriamo la ricchezza e gli aromi delle cucine locali.
Se la fast life, in nome della produttività ha modificato la nostra vita e minaccia l’ambiente e il paesaggio, lo Slow Food è oggi la risposta d’avanguardia.
È qui, nello sviluppo del gusto e non nel suo immiserimento, la vera cultura, di qui può iniziare il progresso, con lo scambio internazionale di storie, conoscenze, progetti. Lo Slow Food assicura un avvenire migliore.
Lo Slow Food è un’idea che ha bisogno di molti sostenitori qualificati, per fare diventare questo moto (lento) un movimento internazionale, di cui la chiocciolina è il simbolo.

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