10 cose che Ingvar Kamprad, fondatore di Ikea, ci ha insegnato

E’ morto Ingvar Kamprad, il fondatore di Ikea. Nel 2007 era al quarto posto tra gli uomini più ricchi del mondo, secondo i dati riportati dalla classifica della rivista Forbes. Ma non era un miliardario come tutti gli altri: il fondatore di uno dei colossi di design più rivoluzionari degli ultimi tempi, fondato all’età di 17 anni con i soldi regalati dal padre per la fine degli studi, non amava vivere nel lusso. Semplicità era la sua parola d’ordine, nella sua azienda, da qualche anno ormai in mano ai figli, ma anche nella sua vita. Sono tante le cose che ci ha insegnato Ingvar Kamprad.

– Ingvar Kamprad ci ha insegnato che tutto può essere democratico. La sua idea di vendere arredi a prezzi bassi, comunque di buona qualità, da montare da soli a casa, è stata un successo planetario e ha permesso a tutti noi di arredare almeno un angolo di casa.

– Ingvar Kamprad ci ha insegnato che alcuni disturbi non devono essere d’ostacolo alla nostra vita. Lo sapevate che il fondatore di Ikea era dislessico? Per questo motivo sono nati i nomi tanto bizzarri dei suoi arredamenti, perché lui faceva difficoltà a ricordare i numeri. Dando loro un nome, era tutto più facile.

– Ingvar Kamprad ci ha insegnato che le radici sono importanti. Tutto è cominciato nel villaggio in Svezia dove è nato e dove lavorava vendendo fin da ragazzo fiammiferi. Il nome IKEA in realtà altro non è che un acronimo delle sue iniziali insieme a quelle di Elmtaryd, la fattoria di famiglia dove è cresciuto, e Agunnaryd, il suo villaggio.

– Ingvar Kamprad ci ha insegnato che non per forza dobbiamo spendere tutti i nostri soldi, anche se ne abbiamo tanti come lui, e ostentarli. Lui viveva in una piccola casa a Liatorp, località del comune natio di Älmhult, Contea di Kronoberg, Svezia. Una villetta tranquilla, normalissima. Proprio come lui.

– Ingvar Kamprad ci ha insegnato a chiedere scusa per i propri errori. E lui da giovane ne ha compiuto uno enorme: faceva parte di un gruppo filo nazista svedese, uscendone nel 1945. In seguito, quando la storia venne a galla, definì quella scelta il più grande errore della sua vita.

di Patrizia