Re-Cycle: al MAXXI va in scena il riciclo come generatore di innovazione creativa

A Roma una grande mostra presenta la pratica del riciclo come fonte di energia creativa, tra disegni, modelli, progetti di architettura, urbanistica e paesaggio, in dialogo continuo con opere di artisti

Chi non ha voglia di passare un bel fine settimana in una qualche città nostrana a visitare un museo, a sorseggiare innumerevoli caffè e tè seduta al tavolo con una buona lettura, intervallando una passeggiata nei parchi a una cenetta romantica, con l’arrivo della primavera?! L’idea non è male e sarebbe un regalo perfetto da farti fare per la Festa della Donna, che ne dici? Se poi la tua meta è Roma e se sei lettrice abituale di questo blog, credo che una tappa obbligata per te sia Re-Cycle, Strategie per l’architettura, la città e il pianeta, la mostra sul mondo del riciclo in corso al MAXXI (e già prorogata al 20 maggio 2012), che in occasione della Giornata Internazionale della Donna offre l’ingresso con biglietto ridotto a tutte le visitatrici (per altre dritte su cosa fare oggi nei luoghi della cultura vedi qui).

Questa grande mostra che spero io stessa di riuscire a vedere al più presto è ospitata dal MAXXI Architettura ed è dedicata a progetti esemplari di riciclaggio di architetture, città, paesaggi, insieme a opere di artisti, fotografi, media producer. Nei futuristici spazi disegnati da Zaha Hadid sono esposti disegni, modelli, video, fotografie, testimonianze e altri materiali selezionati per comporre una mappa contemporanea del riciclo. La mostra si espande all’esterno del museo con due installazioni a cielo aperto: il progetto Maloca dei designer brasiliani Fernando e Humberto Campana e il Padiglione Officina Roma in materiale riciclato del collettivo tedesco raumlaborberlin, entrambi realizzati in loco.

L’obiettivo? Dimostrare che il riciclo è uno dei massimi generatori di innovazione creativa. Una moda che si è già trasformata in una necessità superiore al piacere di viziarsi senza avere criterio sulle conseguenze che le nostre azioni hanno sul pianeta.

Una mostra importante che accende i riflettori su un fenomeno sommerso sinora relegato al “fai da te casalingo” e che sta invece assumendo i tratti di una vera e propria economia alternativa, come dimostra sempre più anche il movimento dei makers, di cui sempre a Roma si parla proprio domani nell’evento World Wide Rome (che puoi seguire in streaming qui – anche perché i posti sono esauriti già da un po’!)

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