Skin Secret Collection di I Ting Ho

Strani, eccentrici, surreali: i gioielli e accessori della designer taiwanese provocano sentimenti contrastanti

La pelle è il nostro guscio, la nostra casa, il nostro punto di confine. Essa indica la nostra appartenenza etnica, porta i segni della nostra vita, riflette il nostro stato di salute. Identità, consapevolezza, personalità: la pelle parla di noi. E su questo affascinante tema si è concentrata la designer taiwanese I Ting Ho con la sua Skin Secret Collection, che applica alla lettera il concetto per cui accessori, makeup, borse, scarpe e gioielli sono per noi una sorta di seconda pelle.

Non la pelle liscia e luminosa che tutte desidereremmo avere, tuttavia. Al contrario, I Ting Ho si concentra proprio sulla pelle imperfetta, riproducendola stampando pezzi di silicone che hanno l’aspetto di lembi di pelle irregolare, rugosa e segnata. Questi vengono quindi cuciti insieme e uniti a parti di metallo a formare orecchini, collane, spille, occhiali “bendati”, maschere da tenere in mano come uno specchio da viso, e persino… assorbenti igienici.

Ispirandosi al saggio di William Ian Miller “The anatomy of disgust” (1998), la designer ha voluto creare oggetti affascinanti e disgustosi al tempo stesso, alla ricerca di un “dialogo conflittuale” con il pubblico.

La domanda nasce spontanea: che effetto vi fa?

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