Scambio di embrioni: una donna porta in grembo due gemelli non suoi

Lo scambio è stato causato da un caso di semi-omonimia tra cognomi. Nel frattempo cresce l'indignazione

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Lo scambio di embrioni all’ospedale Pertini di Roma è avvenuto per due delle cinque coppie coinvolte nel caso. Il test del DNA ha confermato che una donna porta in grembo due gemelli non suoi, figli biologici di una seconda coppia, in cui gli embrioni, anche questi scambiati, non hanno attecchito.
Lo scambio sarebbe avvenuto per un caso di omonimia tra i cognomi delle due donne, che hanno in comune l’iniziale e cinque lettere su sette.
La cosa più triste è che in questa situazione così delicata è nata una vera e propria contesa tra le madri, su chi delle due dovrà tenere i gemellini.
In realtà il giudice costituzionale Santosuosso spiega che la donna che ora attende i due gemelli non rischia di perdere i figli, perché sono suoi legittimamente, ovvero per la legge i figli sono, a pieno titolo, di chi li partorisce; può perderli solo se decide di interrompere la gravidanza.
Allo stesso tempo, però, non si può non comprendere la madre biologica: il pensiero di rinunciare ai propri figli solo perché stanno crescendo nel corpo di un’altra donna è avvilente e inconcepibile.
In America esiste “l’utero in affitto”, se fosse concesso anche qui da noi in Italia, forse, la mamma biologica sarebbe maggiormente tutelata, ma in questi casi prendere una posizione è davvero difficile.
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