Ricordando: Arte del Ritorno – Parte I

Quando arrivi a Shanghai, nel periodo delle pioggie, mentre piove fino e l'umido ti si appiccica ovunque, facendo quell'ora abbondante di taxi dove l'aria condizionata non arriva nei sedili...

…quando un aereo AeroFLOP decolla da Mosca alla volta di Shanghai, non è bello avere la sensazione che da un momento all’altro ti si potrebbe staccare il soffitto del velivolo, il quale, vibrando oltre ogni auspicabile dire ed udire, emette pure degli strani suoni disarticolati di carcassa.
Se a tutto ciò aggiungi che l’aereo in questione avrà avuto circa l’età di Big@Zia vostra, allora ho pensato a chissà quale ora mi avrebbero passato, come primo di una lunga serie, il pasto iper-calorico a base di plastiche insaporite per annegare il dispiacere…come da premessa del viaggio e volando ancora con qualcosa che della grande Madre Russia ne è baluardo è chiaro che le successive 12 ore di volo hanno ripercorso i primi 5 giorni di viaggio, sul quale non sto qui, ora a tediarvi…

Riflessioni di un viaggio andato...
Riflessioni di un viaggio andato…

Quando arrivi a Shanghai, nel periodo delle pioggie, mentre piove fino fino e l’umido ti si appiccica ovunque, facendo quell’ora abbondante di taxi dove l’aria condizionata non arriva nei sedili dietro poichè la maggior parte delle auto di servizio, nella parte frontale, ha una cabina in plastica proteggiconducente dalle mille ditate che devia tutta l’aria fresca dalla parte del conducente stesso, potrebbero anche iniziare a girarti i “turista fai da te” e pensare che, una volta tanto, te la devi smettere di fare la figa e scegliere vacanze alternative by yourself!
Non ti sei mai domandata perchecribbiodimotivo la maggior parte degli italiani sceglie le Maldive-all-inclusive e magari non immagina neanche che le Filippine sono un milione di volte meglio?!?
Eppoi, perchè non rifletti mai sul fatto che in Cina mangiano i bambini bolliti?!?..

Skyscraper
Skyscraper

…Shanghai significa “in riva al mare”, lì dove appaiono ravioloni e spiedini profumati di sorrisi buoni, tra palazzi dalle altezze incredibili, come fa chic costruire ad Hong Kong; Shanghai dalle gru ovunque che tra cinque anni sarà irriconoscibile rispetto a quello che lascio oggi, dalle poche biciclette nelle loro belle corsie preferenziali, dai risciò che non esistono piu’ se non nelle immagini di repertorio di Rai 1. Shanghai delle cinesi vestite bene, con canottierine dai colori chiari e dai tacchetti di 5 cm, dagli occhietti curiosi su questi occidentali che vanno nelle loro vie piene di bancarelle dove si vende tutto a tutte le ore…eppure quelle monnezze che vendono in Italia e che si sforzano tanto di dire che sono cinesi io a Shanghai non le ho viste!
Mi viene il dubbio che le facciano in qualche fabbrichetta del Veneto (!?)…

Shanghai dei quartieri completamente ricostruiti com’erano una volta ed ora pieni di ristoranti dai piatti e dai prezzi occidentalissimi, dei giovani stilisti che in 20m2 ti fanno un atelier unico ed irripetibile tra mille, dell’inglese sconosciuto ai più, degli uomini che sputano ovunque (me fa schifo sta cosa!), dell’eat as you can ma mangia sempre e comunque – tanto è tutto buono!

Shanghai del Bund di sera, la zona lungo il fiume, piena di vento, di cinesi, di zattere che vanno e vengono, accese o spente, di “watch-watch”-“good price for you amigo“, dalle viste incredibili di una città che dall’alto di uno dei 5 grattacieli più alti al mondo, in una giornata limpidissima, non riesci a vedere dove finisce.
Shanghai di una rivoluzione culturale, sociale ed etica, pilotata adeguatamente da un governo centrale da non portarci a trovare una Mosca arrogante, anche quaggiù…una Shanghai cinese che incorpora la mafia più potente al mondo, la prostituzione, la droga, le armi ma che è già trent’anni avanti a tutti gli altri paesi, di tutto il mondo, per tutto ciò che di infrastrutturale si possa immaginare, di concepire, eppoi, di fare (ma per fortuna ancora non se ne rendono conto!).
Shanghai dai 2 aeroporti internazionali, del quartiere della moda costruito da zero e dato in mano a 5 fra i più famosi designer mondiali, dell’anatra arrosto, dei noodles che sono spaghetti alla chitarra fatti a mano sul momento come quelli che faceva nonna mia, di un acquario che pur odiandolo, devo ammettere, è il più bello, fin qui, visto nel suo tunnel sotto l’acqua; dei giovani di trent’anni che sono a capo dell’economia, dei magazzini della contraffazione di qualsiasi cosa a qualunque costo – specialmente se al ribasso…

Eat as you can ma mangia sempre e comunque
Eat as you can ma mangia sempre e comunque

Shanghai dei cinesi che restano impressionati dalle donne occidentali e non perdono occasione per ricordarti e dirti: “you are wonderful“….
(to be continue)

Massimiliano Rosolino e Marco Maddaloni sono i vincitori di Pechino Express 2

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