Chi ha inventato l’esame di Maturità?

Se lo staranno chiedendo tutti i futuri maturandi di quest'anno!

Vi siete mai chiesti chi ha inventato l’esame di Maturità e quando è stato introdotto per gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori? Sicuramente molti dei maturandi che oggi sono alle prese con la paura per questo primo grande esame della loro vita si saranno posti la domanda. A chi sarà mai venuto in mente di ideare questo esame dopo gli anni della scuola superiore? E quando è stato introdotto per la prima volta? E come facevano prima quando invece non c’era? Oggi vi sveliamo proprio tutto.

Skuola.net delinea una breve storia dell’esame di Stato. La Maturità venne introdotta nel 1923 da Giovanni Gentile, Ministro dell’Istruzione in quegli anni nei quali iniziava il Ventennio Fascista. Quasi un secolo fa venne istituito questo esame che oggi fa paura a tantissimi ragazzi.

La prima Maturità della storia della scuola italiana prevedeva quattro prove scritte e non tre come oggi. La prova orale non era così “semplice” come è invece oggi: bisognava portare tutto il programma dei cinque anni di studi e non solo quello che si era fatto nell’ultimo anno. La commissione prevedeva un docente universatorio, tre docenti di altri istituti e un insegnante di scuola privata o una persona estranea all’insegnamento.

I primi cambiamenti nella Maturità avvennero nel 1937 con la riforma De Vecchi, che ridusse la Maturità, mentre nel 1940 il Ministro dell’Educazione Nazionale Giuseppe Bottai introdusse una commissione interna, che però ritorno mista nel 1952 con la nuova riforma che prevedeva anche domande sul terzo e quarto anno di scuola.

Dal 1969 le prove scritte divennero due, con due materie all’orale e voto in sessantesimi. Nel 1997 la nuova riforma voluta da Luigi Berlinguer, con l’introduzione della terza prova scritta e del credito scolastico, mentre all’orale tutte le materie e voto in centesimi.

Piccoli cambiamenti sono stati fatti dal 1997 a oggi, ma pare che nel 2019 le cose cambieranno profondamente…