Come difendersi dai crimini informatici quando si lavora in viaggio

Ecco cinque consigli da tenere in considerazione.

E’ estate e molti italiani lavoreranno anche in viaggio. Per alcune persone si tratta di una scelta obbligata, perché devono essere sempre reperibili, per altri un’opportunità per lavorare dappertutto, per seguire quella tendenza del nomadismo digitale che è sempre più una realtà soprattutto tra i più giovani. C’è anche chi non riesce proprio a resistere alla tentazione di guardare la mail di lavoro di tanto in tanto, anche quando sono in vacanza. Possiamo stare connessi 24 ore 24, 7 giorni su 7, ma attenzione ai crimini informatici. Alessandro Gervaso, consulente informatico e CTO di Securbee ci dà 5 consigli per difenderci anche in vacanza!



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1. Accertatevi che smartphone e pc aziendali siano configurati in maniera corretta. Deve esserci una protezione con password e codice di sicurezza, che non siano ovviamente banali. In caso di pc, è importante la cifratura del disco per proteggere i dati in caso di furto.

2. Evitate che browser e app memorizzino i dati di accesso a mail, social network e altri servizi aziendali. E’ una seccatura inserire ogni volta i dati, ma è una misura di sicurezza fondamentale, perché se i nostri dispositivi cadessero in mani sbagliate tutti potrebbero avere accesso ai nostri dati di lavoro.

3. Non lasciate in vita password e codici. E’ un errore che può rendere vane tutte le altre misure di sicurezza che abbiamo utilizzato. Attenti agli appunti segnati su agende, nei portafogli o nelle app come le Note.

4. Attivate l’autenticazione a due fattori per ogni account. Ci sono due passaggi disicurezza: un codice inviato via sms o chiamata vocale. Indispensabile se userete pc o tablet presenti negli alberghi.

5. Attenzione alle reti wifi, perché molti attacchi arrivano proprio dalle connessioni offerte da hotel, bar, aeroporti e altre strutture.