Come Gabriele D’Annunzio ha cambiato le nostre vite

A 80 anni dalla scomparsa di Gabriele D’Annunzio, l’Italia celebra il suo Vate, che non ci ha lasciato in eredità “solo” la sua storia e le sue opere, ma anche piccoli e grandi cambiamenti nella nostra vita di tutti i giorni, oltre che nella lingua italiana grazie ai suoi neologismi e ai suoi modi di dire. Seduttore, scrittore, linguista, Gabriele D’Annunzio, infatti, ha inventato parole e frasi che sono entrate nel linguaggio comune di noi italiani. E noi nemmeno lo sappiamo. Mentre fino a oggi è in scena lo spettacolo “D’Annunzio Segreto”, al Teatro Manzoni di Milano, scopriamo insieme la ricca eredità di Gabriele D’Annunzio nelle nostre vite.

Gabriele D’Annunzio ha cambiato moltissimi modi di dire e termini, ad esempio in un periodo della nostra storia durante il quale non era possibile utilizzare anglicismi e francesismi. Come sostituire, ad esempio, la parola sandwich? Mentre era in un bar di Torino, D’Annunzio disse: “Ci vorrebbe un altro di quei golosi tramezzini” ispirandosi al termine architettonico tramezzo. Così nacque la parola tramezzino, che noi tutti usiamo.

Le parole erano la sua passione: lui si diceva un grande conoscitore dell’italiano, in contrapposizione costante con Dante Alighieri, vantandosi di aver usato nelle sue opere ben 40mila parole. Dante solo 12mila, che dilettante! Molti i motti ideati da D’Annunzio, come “Me ne frego!” e “Io ho quel che ho donato“.

Non solo il food e l’italiano gli devono molto, ma anche lo sport. Edoardo Sylos Labini spiega: “A lui per esempio dobbiamo l’invenzione dello scudetto”. Durante una partita di calcio disputata durante l’occupazione di Fiume nel 1920, D’Annunzio decise di sostituire lo scudo sabaudo con uno scudetto di rimando araldico con i colori della bandiera italiana. Giordano Bruno Guerri racconta: “Il vero trionfo calcistico del Vate avvenne quasi dieci anni dopo la sua morte, nel 27 ottobre 1947, quando la nazionale Italiana di calcio giocò a Firenze contro la Svizzera, stravincendo nella sua prima partita postbellica: gli azzurri avevano sul petto lo scudetto tricolore di D’Annunzio, quello sannitico”.

E lo sapete che Rinascente e Saiwa sono marchi ideati da lui? Il primo venne ideato nel 1917 quando un grande magazzino di Milano fu distrutto dalle fiamme, mentre il marchio di biscotti nacque nel 1922 quando la Società Accomandita Industria Wafer e Affini si affacciò sul mercato europeo e il Vate decise di semplificarne il nome. Saiwa, appunto.

Infine, è stato lui a porre le basi del concetto di marketing. Agnelli gli chiese un giorno di aiutarlo a formulare la reclame per l’uscita della nuova Fiat Tipo 4. Secondo D’Annunzio la scelta migliore sarebbe stata quella di associare un cioccolatino all’auto, optando per un cremino a base di mandorle e nocciole tostate prodotto da Majani. Un lancio di successo per Fiat e anche per Majani!

di Patrizia