Come non far morire quella piantina che ti piace tanto

Una utile guida alla cura delle piantine da appartamento

Siamo sinceri, quante piantine buttate via perché marcite, secche, ammalate? Non lo nascondiamo, anche noi ne abbiamo gettate via parecchie, perché insalvabili o perché il nostro pollice non era poi così verde come credevamo.

Ma non è mica detto che chi è negato lo resterà sempre! Una casa senza piante è una casa piuttosto triste. Questa piccola guida, messa insieme consultando altre guide online e cartacee, è pensata per chi vorrebbe vivere in una casa con le piante, in particolare con piante da appartamento, cioè da interno.


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Quale pianta scegliere?


La maggior parte delle guide consigliano alcuni tipi di piante più difficili da uccidere. Ovviamente, tra queste, ci sono le piante grasse, molto resistenti e che hanno bisogno di poca acqua. Se però il vostro obiettivo è imparare a prendervi cura di una pianta che comunque qualche attenzione richiede, potete cominciare con una Zamioculcas Zamiifolia. In Italia è comunemente chiamata Zamia, anche se è un nome improprio: le zamie sono un genere di piante americane con caratteristiche intermedie tra le palme e le felci.

È una pianta con diversi fusti carnosi che spuntano direttamente dal terreno e arrivano all’altezza massima di circa 60 centimetri, le foglie sono carnose e lucide. Secondo Jane Perrone, giornalista britannica che produce On the Ledge, un podcast sulla cura delle piante da appartamento, la Zamioculcas “può essere lasciata per mesi in una credenza“, senza morire.

Un’altra pianta facile da gestire per chi non ne ha mai avuto una è l’aspidistra, chiamata anche “pianta di ferro” per le sue capacità di sopravvivenza. È originaria dell’Asia orientale e dell’Africa, può raggiungere un’altezza di circa 70 centimetri e ha foglie larghe di colore verde intenso e lucide.

Non vi piacciono? Provate con l’Aloe Vera, anche lei è molto resistente!

Un altro consiglio degli esperti per cominciare a tenere piante in casa è non comprare tante piante tutte insieme, è meglio cominciare con una o due, per prenderci la mano e riuscire a tenerle d’occhio per accorgersi in fretta se c’è qualche problema.

Cosa serve per prendersene cura?

Vasi (di solito quelli in cui vi vengono vendute le piante non vanno bene per ospitarle a lungo), terriccio, un annaffiatoio (per alcune persone averne uno carino può essere un incentivo a usarlo), una bottiglia spray per bagnare le foglie e, a seconda dei casi, qualche altro oggetto su cui mettere i vasi. Potrebbero essere necessari strumenti più sofisticati, come le carote per irrigazione per quando non si è a casa per un po’ e lampade che favoriscono la crescita delle piante, oltre a pesticidi e fertilizzanti in caso di necessità.

Per quanto riguarda il quando e il quanto spesso annaffiare la vostra pianta, dipende ovviamente dal tipo di pianta che avete scelto e dalla stagione (è vero che sono piante che stanno in casa, ma riscaldamento e aria condizionata hanno effetti anche su di loro): in generale è bene sapere quanto deve essere umido il terriccio della vostra pianta e toccarlo regolarmente per assicurarsi che sia nelle condizioni più giuste. Il manuale di Hessayon spiega che bisogna:

“Annaffiare al mattino; non annaffiare se il sole illumina direttamente il vaso. Il vaso deve stare su un gocciolatoio (sottovaso o vassoio) o in un portavasi impermeabile. Versare l’acqua lentamente, usando un annaffiatoio con beccuccio lungo. Mettere l’estremità del beccuccio sotto le foglie e vicino al bordo del vaso, versare piano l’acqua in modo che sia assorbita ovunque e, dopo 10 minuti, controllare. Se il gocciolatoio è asciutto, annaffiare di nuovo. Svuotare il gocciolatoio o il portavasi dopo circa 30 minuti.”