Conte rinuncia. È scontro istituzionale, Di Maio: “Scelta Mattarella incomprensibile”. Il presidente: “No a ministro Economia antieuro”

E’durato appena 4 giorni l’incarico che il presidente della repubblica Mattarella aveva affidato a Giuseppe Conte per la formazione Lega-5Stelle. Ora è in atto uno scontro istituzionale con M5s che tuona contro il Colle. “La scelta di Mattarella è incomprensibile”, ha attaccato Di Maio. “La verità è che non vogliono il M5s al governo, sono molto arrabbiato ma non finisce qui”, minaccia il leader politico grillino.


Ma il presidente della Repubblica non ci sta e replica con inusuale durezza a chi lo accusa. “Non ho ostacolato la formazione del governo”, ha affermato il presidente della Repubblica. “Al contrario – ha proseguito – ho sostenuto il tentativo in base alle regole della Carta, ho accolto la proposta per l’incarico di presidente del Consiglio, superando ogni perplessità sulla circostanza che un governo politico fosse guidato da un presidente non eletto in Parlamento e ne ho accompagnato, con piena attenzione, anche il lavoro per formare il governo”. “Ma il capo dello Stato non può subire imposizioni”. “Ho chiesto per il ministero dell’Economia l’indicazione di un autorevole esponente politico della maggioranza, coerente con il programma.

Che non sia visto come sostenitore di una linea più volte manifestata che potrebbe provocare l’uscita dell’Italia dall’euro”.

Questa versione del capo dello stato però, non convince ne il Movimento 5 stelle ne La lega. Ma neanche la Meloni.

E adesso tutti attaccano Mattarella  e ne invocano l’impeachment che per chi non lo sa vuol dire: La messa in stato di accusa o impeachment (dall’inglese «imputazione») è un istituto giuridico col quale si prevede il rinvio a giudizio di titolari di cariche pubbliche qualora si ritenga che abbiano commesso determinati illeciti nell’esercizio delle loro funzioni.

fonte: http://www.repubblica.it/politica/2018/05/27/news/il_premier_incaricato_rimette_il_mandato-197504092/?ref=fbpr