Contro il cyberbullismo la parola d’ordine è responsabilizzare

Pepita Onlus spiega i suoi importanti progetti.

Home > Lifestyle > Contro il cyberbullismo la parola d’ordine è responsabilizzare

Responsabilizzazione, questo il primo passo per prevenire i fenomeni di bullismo, ma anche di sexting e di revenge porn, facce diverse della stessa medaglia e fenomeni che, purtroppo, coinvolgono sempre più ragazze e ragazzi nel mondo dei social, che spesso non riescono a gestire e controllare. Pepita Onlus, in occasione della fine dell’anno scolastico e dell’arrivo delle vacanze estive, fonte di preoccupazione per molti genitori, che non sanno come staccare i figli dallo schermo dello smartphone, ha reso noti i numeri di un anno nel quale ha messo in campo le sue competenze per sconfiggere il cyberbullismo.

Ogni anno Pepita Onlus progetta percorsi educativi mirati e qualificati per giovani e adulti. Con i suoi formatori ha incontrato 17.700 ragazzi, 216 classi, 2.455 genitori, 2.560 tra docenti, educatori e giornalisti in 122 Istituti su tutto il territorio nazionale, concentrandosi in maniera particolare in Lombardia, dove la cooperativa è maggiormente attiva.

Ivano Zoppi, presidente di Pepita Onlus, spiega: “Ogni anno incontriamo un numero crescente di ragazzi, docenti e genitori. La prevenzione comincia dalla responsabilizzazione dei minori, che devono capire prima la differenza tra giusto e sbagliato, potendo contare su adulti di riferimento preparati e che sentono vicini. Di fronte a un ascolto attento, vivo e concreto di un adulto, ho visto ragazzi aprirsi e confidarsi, in cerca di soluzioni”.

La responsabilizzazione attiva è la chiave dei progetti dell’associazione per coinvolgere ragazzi, genitori ed educatori con un metodo attivo, basato sul “mettere in gioco” vissuti, emozioni, sensazioni ed esperienze personali. Non ci sono lezioni frontali, ma laboratori con sperimentazione diretta che permettono ai ragazzi di recepire e far proprio dei concetti che a volte appaiono così lontani.

#Iocliccopositivo si rivolge ai ragazzi, ma anche alle famiglie, ai genitori, agli insegnanti e agli educatori, coinvolti nelle attività dell’associazione per affrontare le interazioni tra gli adolescenti e il divario culturale che i social network amplificano.

Pepita Onlus incontra gli adulti, perché non possono permettersi di dire: “I nostri figli sono più avanti di noi e li lasciamo fare, da soli”.