Giornate Fai d’Autunno 2018: cosa vedere

Torna sabato 13 e domenica 14 ottobre uno degli appuntamenti più attesi, ecco cosa vedere in Italia:

Tornano le Giornate Fai d’Autunno, quest’anno si svolgeranno sabato 13 e domenica 14 ottobre. Come ormai da tradizione, tantissimi saranno i siti aperti al pubblico: 660 luoghi in tutta Italia per scoprire arte, storia e bellezze del nostro Paese. Un’ottima iniziativa per scoprire il nostro grande patrimonio: chiese, palazzi, piazze, scorci e giardini, ma anche vere stranezze, segreti d’arte, e molti luoghi aperti solo per questa occasione!

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In questo percorso alla scoperta delle meraviglie d’Italia un ruolo fondamentale lo avranno, come di consueto, i Gruppi Fai Giovani, che accompagneranno i visitatori lungo 150 itinerari a tema. A Roma l’itinerario seguirà il tema del viaggio e del Novecento: tra le aperture più interessanti quella dell’Ala Mazzoniana della Stazione Termini, che corre sopra le teste di migliaia di pendolari ignari di quello che si nasconde a pochi passi dai binari, e del Treno Presidenziale, costruito per i Savoia tra 1928 e 1933 (ma poi destinato alla presidenza della Repubblica) e visitabile per la prima volta in assoluto.

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Catania svela invece tutti i segreti delle Biblioteche riunite Civica e A. Ursino Recupero, che conservano un patrimonio di 270.000 volumi, tra cui una Bibbia Minata da Pietro Cavallini, considerata una delle più belle al mondo; mentre Napoli apre il suo misterioso giardino di Babuk e a Salerno invece si può visitare la villa d’Ayala con il suo teatrino di verzura, e conoscere il curioso pubblico che lo abita.

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Molti dei luoghi aperti quest’anno hanno una cosa in comune: l’acqua. Tante saranno infatti, da nord a sud, le iniziative dedicate a questa risorsa fondamentale, dalle visite ai mulini a quelle alle dighe, dagli acquedotti ai depuratori, passando per cisterne e città costruite direttamente sull’acqua. Anche questa volta, le due giornate saranno allora fondamentali anche per acquisire una nuova consapevolezza della bellezza, ma anche della fragilità, del nostro patrimonio.