Gli ultimi otto mesi di vita di Gabriel, 16 anni, sono stati un inferno. La lettera della nonna sui social fa il giro del web: ”Oggi gli angeli sono in festa”.

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Picchiato, torturato e infine ucciso. Gli ultimi otto mesi di vita per Gabriel sono stati un vero e proprio inferno. Il padre ha messo in atto una serie di sevizie e torture, che alla fine il ragazzo non ha più retto, così è morto. Secondo la ricostruzione e le testimonianze dei due fratelli, Gabriel a volte era costretto a mangiare feci di gatto e spinaci andati a male.

Tutti i giorni, veniva picchiato regolarmente con la cinta, mazze di metallo e spranghe, una volta sua madre gli fece saltare tutti i denti con una mazza da baseball. Gabriel veniva chiamato “gay” in modo dispregiativo e non gli era mai permesso di andare in bagno.

Veniva mandato a scuola vestito da donna ed era stato costretto a scrivere una lettera dove annunciava il suo suicidio. Erano state fatte molte segnalazioni ai servizi sociali da parte della scuola, ma tutti i controlli finivano in una bolla di sapone: i fratelli di Gabriel venivano intervistati, ma mentivano sotto minaccia del padre. ”Avevo paura che lo stesso trattamento fosse riservato a me. Non volevo essere il prossimo” ha dichiarato uno dei due ragazzini.

Il caso ha portato al licenziamento dei due assistenti sociali, che nonostante vedessero i segni di violenza sul corpo del ragazzo, non si resero conto che qualcosa in quella casa non andava. Pochi giorni fa Gabriel è morto. E’stato ammazzato di botte dal padre.

Il sedicenne è stato trasportato d’urgenza in ospedale ma i medici non hanno potuto salvargli la vita. La polizia ha sentito i parenti dell’adolescente che hanno confermato la forte litigata con il padre e i rapporti già difficili tra l’uomo e il figlio. La nonna ha voluto salutare il nipote con un post su Facebook

”È con rammarico che annuncio la morte del mio amato Gabriel. Dio aveva bisogno di un angelo come lui, che in questi anni ha riempito i miei vuoti. Sognatore amico e di un cuore grande, sarà per sempre il mio amore più grande. Il cielo ora è in festa per il suo arrivo. Signore e mio Dio abbi compassione pietà e fai giustizia secondo la tua volontà… ti amerò per sempre mio amato Perdonami per non essere arrivata in tempo, – scrive ancora Aurelidia Ramos -buona giornata angelo mio, un giorno ci incontreremo, mainha ti ama eternamente”.