“Ha ucciso la giovane amante!”. Choc nella politica italiana: arrestato.

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Dopo un anno dall’omicidio e lunghe indagini, il giallo legato alla morte di Kruja Lavdije  è arrivato a una svolta.  La donna, una 40enne albanese che lavorava come badante a San Colombano al Lambro, paese lombardo in provincia di Milano, era ritrovata cadavere l’8 giugno 2016 a Monticelli d’Ongina (Piacenza) nelle acque del fiume Po.

Dopo le indagini, ieri i carabinieri hanno arrestato un uomo. Ma non un uomo qualsiasi, si tratta infatti di Franco Vignati, pensionato ed ex assessore della Lega nord a Chignolo po in provincia di Pavia. A quanti si apprende l’uomo avrebbe pianificato una vera e propria esecuzione nei confronti della 40enne albanese perché non si rassegnava alla fine della loro relazione. L’uomo ora è nel carcere di Lodi. Che l’omicida fosse Vignati agli inquirenti era chiaro da quasi un anno. Ma l’arresto, scrive il Giorno, è arrivato solo due giorni fa, dopo una trafila giudiziaria che si è chiusa giovedì sera con il rigetto da parte della Cassazione del ricorso del legale dell’ex assessore all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Riesame, il gip infatti, aveva chiesto la scarcerazione per insufficienza di prove. Secondo il procuratore di Lodi, Domenico Chiaro, E’stato un femminicidio in piena regola:

«C’era il rischio di sottovalutare il caso – ha proseguito –. Invece, sono stati condotti accertamenti a 360 gradi di fronte a un caso estremamente complesso e a un uomo capace di cambiare più volte versione e di manipolare a suo piacimento la realtà».

Un particolare che portato gli inquirenti a credere anche alla premeditazione.  Quando la donna gli ha voltato le spalle, il pensionato ha estratto l’arma e ha fatto fuoco.

Un’esecuzione in piena regola. Poi l’ha trascinata sulla sabbia fino al Po e l’ha gettata nel fiume, dove è stata ritrovata nove giorni dopo, contro la grata di una diga.

Il cadavere era stato riconosciuto giorni dopo dalla sorella di Ladvije solo grazie ad alcuni monili. «Dall’autopsia siamo riusciti a capire l’entità del foro di entrata e di uscita del proiettile», hanno spiegato il procuratore e il comandante della compagnia dei carabinieri di Stradella, Vincenzo Scabotti.