I pessimisti hanno il cervello più piccolo

I pessimisti hanno il cervello più piccolo, lo rivela uno studio.

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Perché le persone pessimiste hanno il cervello più piccolo? È stato dimostrato che il pessimismo riduce la regione dell’orbita frontale. Il senso dell’umorismo e una buona alimentazione aiutano a mantenere sano il cervello.

Segreti del cervello – Il pessimismo riduce il cervello

Ci sono numerosi studi che hanno mostrato come il pessimismo diminuisca la regione dell’orbita frontale del cervello. Quella zona ha il compito di regolare l’ansia che, a piccole dosi, è un buon meccanismo di difesa, ma non dobbiamo lasciare che l’angoscia ci domini e ci impedisca di vivere pienamente.

Gli studi

In Giappone sono state analizzate alcune persone che hanno sofferto di stress post-traumatico dopo il tragico tsunami del 2013. In tutte loro il volume di materia grigia in quell’area del cervello, si era ridotto.
Ci sono stati anche studi che mostrano come le persone che hanno sviluppato quest’area sono più entusiaste, meno irritabili e vedono il loro futuro roseo Dobbiamo ricordare che il cervello può crescere attraverso l’allenamento, sia la meditazione che lo sport contribuiscono a questo aumento e che il  senso dell’umorismo, il contatto con la natura e la buona nutrizione aiutano a mantenerlo sano.

 

Inoltre, uno studio americano della Washington University di St. Louis ha dimostrato che le persone che si approcciano alla vita con un atteggiamento negativo, oltre a vivere la vita con uno stato d’animo deludente, possono subire con il tempo una riduzione delle aree cerebrali riguardanti le emozioni.

I ricercatori che hanno eseguito questo studio, hanno analizzato un gruppo di volontari con un’età compresa tra i 44 e gli 88 anni. Sono arrivati alla conclusione che con il tempo le persone che mostravano il più alto tasso di pessimismo, avevano una diminuzione della materia grigia del lobo frontale e mediale rispetto alle persone che avevano una visione più aperta e ottimista della vita.

L’autrice dello studio, Denise Head, ha spiegato: “È la prima volta che si trova un influsso della personalità nel cervello. I nostri dati suggeriscono che c’è un legame molto stretto, soprattutto con le aree associate ai processi emozionali e sociali, anche se è ancora presto per dire se è la personalità che influenza le dimensioni cerebrali o il contrario”.