Il quartiere Coppedè: la vera Roma lontana dai turisti

 

Un angolo di Roma a due passi dal centro storico e dalle fattezze fascinose per il suo miscuglio di stili tra Liberty, Art Decò, ma anche Barocco e a volte Medievale: è questo il quartiere Coppedé. In molti neanche parlano di quartiere vero e proprio, ma non c’è dubbio che questo piccolo scorcio di Roma, composto di una quarantina di edifici in tutto, forse anche un po’ meno, riesca a strabiliare per la sua bellezza quasi nascosta a guide viaggi e flussi turistici e non solo (sembra che neanche una grossa fetta di romani sia mai passata da qui).

Una meta insolita per le tue vacanze romane: il quartiere Coppedè

quartiere coppede
Strane presenze

Inserisci una pagina nella guida che hai comprato e, tra Colosseo, Fori Imperiali, Piazza di Spagna e via dicendo, fai spazio anche a una meta fuori dal comune. Con il quartiere  Coppedè la tua vacanza avrà un sapore molto più “romano”, vero, e soprattutto respirerai dopo tante passeggiate tra la folla.

Il “quartiere”, se così vogliamo chiamarlo per tradizione, fu opera dell’architetto Luigi Coppedè e fa parte in realtà del più ampio quartiere Trieste conosciuto agli amanti della vita mondana (molto viva soprattutto negli anni ’70).

Questo piccolo quartiere si districa con il suo inusuale mix di stili architettonici intorno a Piazza Mincio al cui centro si trova la particolare Fontana delle Rane. La fontana ha avuto il suo momento di gloria all’epoca dei Beatles quando si dice che i membri del gruppo fecero un bagno vestiti dopo un concerto al Piper.

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Dove puoi trovare il Quartiere Coppede

Tra i tanti edifici da ammirare e fotografare meritano una menzione due strutture. La prima è la Palazzina del Ragno: a contraddistinguerla vedrete un enorme ragno proprio sulla sua facciata.
La seconda è invece l’asimmetrico Villino delle Fate che tra archi e colonne fonde marmi, vetro e travertino in un connubio spettacolare.

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Il villino delle Fate

Passeggiando vi imbatterete in un liceo che occupa poi incredibilmente un villino dalle decorazioni di pregio: basta arrivare a Via Brenta 26 per rimanere a guardare la bellezza messa a disposizione di questi studenti.

A Coppedè come in un film

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Il portone che si riproduce una delle scenografie di Cabiria, Kolossal del cinema italiano risalente al 1915

Neanche il cinema si è fatto scappare le atmosfere tanto particolari di questo piccolo insieme di stradini ed edifici fuori dal comune. Dario Argento ha pensato di ambientare qui scene dei suoi “Inferno” e “L’uccello dalle piume di cristallo”, ma qui ha preso vita anche “La ragazza che sapeva troppo ” di Mario Bava.

Perché raggiungere il quartiere Coppedè con tanto da vedere a Roma?

Quello che si cerca al quartiere Coppedè non è di certo un reperto archeologico o un museo. Lo si deve vivere nel suo complesso con il suo silenzio e la sua magia di piccolo mondo separato da tutto il resto del trambusto romano.

 

 

 

 

di Agnese.C