In Scozia assorbenti gratis per le studentesse!

Un'ottima notizia per le ragazze scozzesi!

Da settembre, la Scozia fornirà gratuitamente assorbenti e altri prodotti sanitari femminili essenziali alle studentesse, per rimediare a quella che viene chiamata “povertà mestruale”, cioè lo stato di povertà che impedisce ad alcune ragazze di andare a scuola quando hanno le mestruazioni perché non possono permettersi di acquistare assorbenti o altri prodotti indispensabili.

Aileen Campbell, ministra scozzese per le Comunità, ha detto che “in un paese ricco come la Scozia non è accettabile che qualcuno faccia fatica a comprare i prodotti sanitari di base“, che saranno dunque “disponibili per chi ne avrà bisogno in modo sensibile e dignitoso“. L’iniziativa della Scozia ha spinto alcuni politici del resto del Regno Unito a chiedere programmi simili. Secondo Plan International UK, un’organizzazione per i diritti delle donne, migliaia di ragazze in tutto il paese perdono giorni scolastici perché non possono permettersi di comprare degli assorbenti. Più di una giovane donna su dieci ha dovuto ricorrere ad altro, come vecchi vestiti o giornali, per esempio. Deirdre Kingston, del Partito Laburista irlandese, ha chiesto che il piano venga esteso anche nel suo paese, dove in alcune scuole sono le insegnanti a fornire alle studentesse gli assorbenti, senza però che ci sia un vero e proprio sistema regolamentato.

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In vari paesi del mondo i movimenti femministi e altre associazioni si impegnano da tempo per abolire la “tampon tax”, la tassa sugli assorbenti. Il principio è che, ovviamente, le mestruazioni non sono una scelta, come non lo è il fatto di dover comprare degli assorbenti: applicare a questi prodotti la stessa IVA applicata ai beni di lusso è un paradosso! Dal 2015 il Canada ha eliminato del tutto la tassa su tamponi, assorbenti e coppette mestruali; nello stesso anno in Francia le imposte sono state abbassate dal 20 al 5,5 per cento. In Italia il partito Possibile aveva depositato nel gennaio del 2016 una proposta di legge per la riduzione dell’aliquota al 4 per cento dal 22 attuale, ma la proposta non era stata messa in discussione.