La biocard, possibile passo avanti nella lotta per i diritti

 

Libertà di scelta. Sempre. Sembra un diritto inalienabile, ma, quando si tratta di salute, la faccenda si complica. Già, perché in un paese che si definisce civile e moderno, la libertà di scegliere della propria esistenza dovrebbe essere un diritto sacrosanto. Ma non è così.
Le influenze politiche e religiose nei vari paesi europei mettono in continua discussione la tematica della malattia: di come una persona vuole essere curata e aiutata in caso di malattia, ma soprattutto se lo vuole. Non è proprio sottointeso che un essere umano voglia sopravvivere a tutti i costi, pagando qualsiasi prezzo. E non stiamo parlando di soldi, ma di sofferenze fisiche, di sopportazione del dolore, della propria dignità che sparisce ogni giorno di più. Per non parlare poi di tutte le persone care che vengono trascinate in questo vortice. Insomma, una catastrofe psicologica ed emotiva.

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Ethics per rappresentare la conoscenza del sistema dei valori umani.

Ma fino a che punto una persona può scegliere il suo destino fino alla fine? E quando subentrano i luminari della medicina moderna che possono farlo per lei? Una volta entrati in una struttura ospedaliera, togliamo i panni di persone dotate di una coscienza e un cervello e diventiamo pazienti, spesso senza volontà, perché non viene ascoltata. E quando poi a decidere per noi comuni mortali sono le istituzioni e l’opinione pubblica, la nostra volontà allora conta meno di zero.

Spesso si fa una grande confusione fra assistenza medica e semplice sostegno. Quando un paziente non è più nella condizione di potersi nutrire da solo, la nutrizione (e non alimentazione, badate bene!) e l’idratazione indotte non corrispondono affatto a cure mediche. Sono dei trattamenti assistenziali, di sostegno vitale, ma che qualità di vita si può garantire a un individuo che è arrivato a tal punto? Se poi non è cosciente, chi ci garantisce che stiamo soddisfacendo la sua volontà? Questo è il nocciolo della questione.

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Bioetica: un’ecologia globale di vita.

Il testamento biologico diventa biocard

È un documento che consente a ogni individuo di decidere in anticipo a quali terapie mediche essere sottoposto nel caso in cui una malattia inguaribile o terminale lo dovesse privare della capacità di esprimersi. Sottoscrivendo la biocard, ciascuno può rendere note le proprie scelte nel caso in cui finisse in stato vegetativo permanente o fosse affetto da grave danno cerebrale.

Questa nuova versione del testamento biologico può essere sottoscritta e depositata presso i notai o gli uffici comunali. In Italia non esiste ancora una vera e propria legge a riguardo. Il testamento biologico al momento fa parte di una grande iniziativa che ogni giorno raccoglie sempre più consensi. Con la biocard le cose potrebbero finalmente cambiare.

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Le persone che si occupano di bioetica sono specialisti in varie discipline: “bioeticisti” o “bioetici”.

Sapete che cos’è la bioetica?

La bioetica si occupa di tutte le questioni legate alla medicina e alla ricerca biologica, a prescindere dalle questioni religiose e politiche, ma fondandosi sulla filosofia, il biodiritto, la sociologia, la giurisprudenza, la medicina, la biopolitica.

Per capire meglio di cosa stiamo parlando, consigliamo di visitare la pagina della Consulta di bioetica, in cui sono spiegati tutti i principi su cui si fonda. Se avete curiosità di approfondire la questione della biocard e di capire quali sono le altre tematiche importanti per cui si batte la Consulta di Bioetica, potete andare al loro sito http://www.consultadibioetica.org/biocard.html

di Michela Guida