la drammatica lettera di una ragazza alla sua ex scuola.

” Vi prego, aiutatemi, il mio futuro è in Italia, mi hanno preso tutti i documenti e mi hanno lasciata qui; mio padre mi ha impedito di terminare la quarta superiore, so che una delle professoresse chiedeva che fine avessi fatto, poi mi hanno portata via” .


Questo è il testo della lettera che ha scritto una ragazza pakistana di 23 anni. La lettera è arrivata i primi di settembre ad una scuola in provincia di Monza. La famiglia non voleva che la giovane si dedicasse allo studio, ma che sposasse un uomo scelto dai parenti. Il padre per questo l’ha portata in Pakistan con l’inganno dove sarebbe stata lasciata per punizione per aver deciso di studiare e per non aver voluto sposare l’uomo scelto per lei.

” Mio padre mi ha impedito di terminare la quarta superiore, so che una delle professoresse chiedeva che fine avessi fatto, poi mi hanno portata via” . Dopo aver letto la lettera, la scuola 

ha denunciato l’accaduto ai carabinieri e alla Procura di Monza. La documentazione su questo caso è stata poi trasmessa alla prefettura di Monza e Brianza perché riguarda il Ministero degli Esteri. 

La storia di questa ragazza ci riporta alla mente quella di Farah, la ragazza pakistana di Venora portata anch’essa in Pakistan con l’inganno. La giovane  riuscì a mandare alcuni messaggi tramite WhatsApp alle amiche e al fidanzato di  in Italia riferendo loro di essere stata portata in Pakistan con l’inganno. I propri parenti la legarono per piu di otto ore, la sedarono e infine la  costrinsero ad abortire il figlio che aveva in grembo che aspettava dal fidanzato di origine pakistana ma adottato da una famiglia di Verona e dunque cittadino italiano. Secondo voci bene informate, la ragazza sarebbe stata liberata nella zona di Islamabad grazie a un intervento delle forze di polizia pakistane. La notizia ha trovato conferma a Verona in ambienti vicino alle indagini. Purtroppo non si può dire che la vicenda ebbe un lieto fine perché comunque la diciannovenne fu costretta ad abortire. 

Ci auguriamo un lieto fine alla storia della  ragazza rapita dal padre con la speranza che tali vicende finiscano e che i genitori di queste ragazze riusciranno ad abbracciare la nostra cultura, e a rispettare la libertà delle proprie figlie.