La storia di Gianna Jessen e del suo aborto

La storia di Gianna Jessen, sopravvissuta all'aborto, raccontata da un'infermiera.

Quando una storia parla di un aborto, è sempre difficile da raccontare. Ma la storia di Gianna Jessen, ha qualcosa di incredibile. E’ diventata famosa e segno d’ispirazione e forza, per il mondo intero. Il nome di questa grande infermiera è Malloy di Jacksonville, vive in Florida e questa esperienza le ha cambiato la vita.

“Tutto è iniziato in un giorno qualunque, durante le mie solite ore di lavoro in ospedale. Ricordo che il mio turno andava dalle 23:00 alle 7 del mattino, nel reparto di ostetricia. Non so se è stato il destino, ma sono entrata in quella stanza…. davanti a me c’era quella culla, con quello scricciolo dentro. Era una bambina abortita, la pelle del suo corpicino era bruciata e piangeva. Era stata sistemata lì e nessuno si curava del suo dolore, tanto era da gettare. Si, perché dovete sapere, che quando ho chiesto spiegazioni alle mie colleghe, loro mi hanno confessato che fine facessero i neonati abortiti in quella struttura. Solitamente venivano messi in un secchio, con un coperchio, e lasciati lì, finché non soffocavano e morivano. In quel momento mi sono vergognata di essere un’infermiera. Ho sempre creduto che il mio compito fosse quello di salvare vite, non di ucciderle! Mi hanno poi spiegato che l’aborto avviene per via di una soluzione salina che il feto va ad ingerire. Questa brucia la pelle del piccolo e i suoi polmoncini e, alla fine, la mamma ne ‘partorisce’ i resti. Quella bambina, invece, era lì perché era sopravvissuta a quell’iniezione… aveva 30 settimane, sua madre era una ragazzina di 17 anni. Nel momento in cui l’ho guardata, ho deciso che io l’avrei aiutata”.


Questo è il racconto di un’infermiera eroina che è riuscita a convincere un intero team ospedaliero e a salvare la vita a Gianna Jennes, che oggi è una donna di 41 anni.


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Gianna è sopravvissuta all’aborto, nonostante l’iniezione della soluzione salina, è nata ancora viva. Quest’ultima però, purtroppo, le ha comportato una paralisi celebrale e muscolare. E’ stata seguita e curata.

All’età di tre anni è stata adottata e crescendo è riuscita a superare le sue condizioni e a camminare senza il tutore.

E’ diventata un’attivista antiabortista famosa in tutto il mondo e ha deciso di condividere la sua storia con il mondo. Dura, reale e capace di trasmetterci molto.